Scritto da Elvira Ruocco

Elvira Ruocco, memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si  conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.

L’Alfa parigina

Jun 1, 2017 | Uncategorised |

Un’ occasione per ricordare una storia leggendaria e tutti coloro che hanno contribuito a creare il mito Alfa ma anche per attrarre e motivare nuove generazioni a tenere ancora vivo questo mito negli anni a venire.

Dopo il primo conflitto mondiale, l’Alfa Romeo riprese a partecipare a manifestazioni sportive dando l’avvio ad una serie di lusinghiere vittorie. La produzione di vetture aumentò notevolmente , ma l’organizzazione commerciale che in Italia era stata affidata per lo più ai piloti in qualità di agenti e rappresentati (vedi il caso di Enzo Ferrari), non era in grado di rispondere alle richieste del mercato.

Anche per quanto riguardava l’Estero, l’Alfa si servì in un primo tempo di agenti e, solo a partire dal 1923, avviò la costituzione di vere e proprie Società. A Parigi, città la cui importanza  come centro di affari è sottolineata più volte nei verbali dei Consigli di Amministrazione, fu fondata la Società Anonima Francese ing. Nicola Romeo & C. con un capitale interamente sottoscritto da Alfa Romeo di 250.000 F.F. che diventarono 500.000nel 1932.

Il 5 dicembre del 1941, questa società venne liquidata e fino al 1953, la clientela francese, costituita prevalentemente da clienti sportivi, acquistava i modelli direttamente in Italia.

Nel 1954, l’Alfa ritornò ufficialmente in Francia con la Società Génerale Automobile Parisienne la quale nell’ottobre del 1958 firmò un accordo di collaborazione con la Règie Nationale des Usines Renault de Billancourt che diventò l’importatore esclusivo per la Francia.

Il 18 gennaio 1963, con un apporto comune di capitale , l’Alfa e la Renault costituirono la Société Francaise Alfa Romeo (SOFAR) che cambiò denominazione in Alfa Romeo France nel 1977.

Nel Museo Storico Alfa Romeo di Arese è esposta una 6C 1750 Gran Sport (5^ serie, versione sovralimentata) che porta nel marchio la scritta Alfa Romeo Paris.  Ai visitatori attenti che chiedono il motivo di tale scritta va spiegato che il motivo è che per evitare i dazi doganali troppo alti, l’Alfa inviava tutti i particolari di meccanica e di carrozzeria che venivano assemblati sul posto, ma fu solo per poche vetture.

Poiché vi ho raccontato dell’Alfa Romeo “francese”, voglio restarci per ricordare una bellissima vittoria di Manuel Fangio con l’Alfetta 158 al Gran Premio di Francia  nel 1950 che si disputò  il 2 luglio sul circuito di Reims, su una distanza di 64 giri, per un totale di km 500.160, ultima prova del Campionato di Formula Uno al quale parteciparono tre Alfetta con i piloti sopranominati dai tifosi “i 3 F”: Farina, Fangio e Fagioli, che come al solito si trovano subito in testa. Al diciassettesimo giro, Farina che era al comando, seguito dai due compagni di squadra, fu costretto a fermarsi a lungo per noie alla pompa della benzina; ripartì in ottava posizione e rimontò rapidamente, ma dopo un po’ dovette fermarsi di nuovo in panne al cinquantaseiesimo giro (ma fu comunque classificato al settimo posto, avendo completato più dei 45 giri di minimo imposto).

La corsa proseguì con il totale dominio delle Alfa Romeo. Fangio si aggiudicò la pole position, il giro più veloce e la vittoria finale, seguito da Fagioli.

Terzo, Whithehead su Ferrari 125.