Il Contenitore

LA STRUTTURA

Un sodalizio speciale fra il mondo dell’auto e l’architettura. Uno spazio essenziale nella forma, esclusivo nei dettagli.

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Un sodalizio speciale fra il mondo dell’auto e l’architettura. Uno spazio essenziale nella forma, esclusivo nei dettagli.

Da deposito a scrigno

Le auto, collezionate negli anni da Pietro Cozzi, occupavano già uno spazio sotto la concessionaria, un deposito non aperto al pubblico. Il sogno della famiglia Cozzi era quello di realizzare uno scrigno capace di esaltare oggetti preziosi e trovare qualcuno che sapesse realizzare il progetto che da tempo era nella testa del fondatore, trasferendone le emozioni. La risposta fu chiara dopo l’incontro con gli architetti Oscar e Gabriele Buratti.

Da deposito a scrigno

Le auto, collezionate negli anni da Pietro Cozzi, occupavano già uno spazio sotto la concessionaria, un deposito non aperto al pubblico. Il sogno della famiglia Cozzi era quello di realizzare uno scrigno capace di esaltare oggetti preziosi e trovare qualcuno che sapesse realizzare il progetto che da tempo era nella testa del fondatore, trasferendone le emozioni. La risposta fu chiara dopo l’incontro con gli architetti Oscar e Gabriele Buratti.

Auto esposte

Auto uniche al mondo

Anni di storia italiana

Emozioni

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Anni di storia italiana

Emozioni

Fino all’ultimo dettaglio

Ogni dettaglio è stato curato con la precisione e la cura che contraddistinguono la firma autoriale degli architetti Gabriele e Oscar Buratti, che hanno disegnato sia l’architettura degli spazi che il design degli arredi, fino ad arrivare al progetto del logo ed alla grafica del museo.

 

Fino all’ultimo dettaglio

Ogni dettaglio è stato curato con la precisione e la cura che contraddistinguono la firma autoriale degli architetti Gabriele e Oscar Buratti, che hanno disegnato sia l’architettura degli spazi che il design degli arredi, fino ad arrivare al progetto del logo ed alla grafica del museo.

Tre colori, tre vocazioni

Tre colori, tre concetti e tre spazi diversi correlati.
Il bianco amplifica la vocazione espositiva dello showroom; tagli architettonici forti e volumi essenziali che lo fanno emergere dal tessuto urbano, spazi razionali e luminosi che attraggono.
Il rosso, psichedelico e straniante, è il veicolo spazio temporale che allontana la razionalità e traghetta il visitatore nel luogo delle emozioni; promette sorprese e accende l’aspettativa.
Il nero sottolinea la collocazione ipogea e introversa, “per far sì che gli oggetti esposti spicchino e siano protagonisti, per suggerire l’immagine di uno scrigno protetto destinato ad accogliere preziosi”.

Tre colori, tre vocazioni

Tre colori, tre concetti e tre spazi diversi correlati.
Il bianco amplifica la vocazione espositiva dello showroom; tagli architettonici forti e volumi essenziali che lo fanno emergere dal tessuto urbano, spazi razionali e luminosi che attraggono.
Il rosso, psichedelico e straniante, è il veicolo spazio temporale che allontana la razionalità e traghetta il visitatore nel luogo delle emozioni; promette sorprese e accende l’aspettativa.
Il nero sottolinea la collocazione ipogea e introversa, “per far sì che gli oggetti esposti spicchino e siano protagonisti, per suggerire l’immagine di uno scrigno protetto destinato ad accogliere preziosi”.

Il tempio del collezionismo

Tre navate ritmate da colonne dove le auto, suddivise in berline, coupé e spider, abbandonano la staticità museale per tornare sulla strada, così come evocano le strisce di mezz’aria tratteggiate sulla pavimentazione. Il grande marchio Alfa Romeo luminoso all’ingresso e i video storici che scorrono sulla parete di fondo della sala rimandano all’epoca gloriosa per la fabbrica di Arese.

Il tempio del collezionismo

Tre navate ritmate da colonne dove le auto, suddivise in berline, coupé e spider, abbandonano la staticità museale per tornare sulla strada, così come evocano le strisce di mezz’aria tratteggiate sulla pavimentazione. Il grande marchio Alfa Romeo luminoso all’ingresso e i video storici che scorrono sulla parete di fondo della sala rimandano all’epoca gloriosa per la fabbrica di Arese.

“Occorre essere molto precisi, dall’idea generale fino all’ultimo dettaglio, per trovare il giusto equilibrio tra forza e delicatezza, tra funzionamento e emozione, tra poesia e prosa, dove la bellezza è sintesi estrema”

Gabriele & Oscar Buratti

“Occorre essere molto precisi, dall’idea generale fino all’ultimo dettaglio, per trovare il giusto equilibrio tra forza e delicatezza, tra funzionamento e emozione, tra poesia e prosa, dove la bellezza è sintesi estrema”

Gabriele & Oscar Buratti

Il FONDATORE

Pietro Cozzi, il pezzo più prezioso del Museo

Leggi la sua storia…

LE ALFA ROMEO

“Dopo una dozzina di passi ci girammo, perché l’amore è un Duetto”

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