Elvira Ruocco, memoria storica dell’Alfa Romeo grazie alla sua ultra ventennale esperienza presso il Centro di Documentazione Storica Alfa Romeo, è entra a far parte del team del Museo e nella rubrica “Elvira Racconta” condividerà curiosità e aneddoti che non si  conoscono o non si ricordano. Ripercorreremo insieme a lei la leggendaria storia dell’Alfa Romeo.

Elvira Ruocco

Nel 1940 in Alfa Romeo fu istituito l’Ufficio Progettazione Carrozzeria che fu la prima direzione in azienda ad occuparsi di progettazione.

Verso la fine degli anni Cinquanta, praticamente in coincidenza con l’inizio dello studio e progettazione della Giulia la denominazione di questa divisione fu cambiata in Centro Stile.

La sua sede era collocata in un’ala dello stabilimento del Portello. Entrandovi si coglieva un’atmosfera diversa da quella che si respirava negli altri reparti produttivi. I cassetti erano pieni di disegni e di bozzetti dai quali si riconosceva lo stile inconfondibile dell’Alfa Romeo.

I diversi modellini di gesso facevano bella mostra su scaffali e divisori. C’era un grande ufficio pieno di tavoli di disegno e oltrepassando la parete divisoria si accedeva nel locale dove si sperimentava in maniera artigianale, modellando gessi, polistirolo espanso e plastiline e realizzando prototipi che sembravano vetture vere.

I progettisti del Centro Stile insieme agli artigiani modellisti hanno dato vita a modelli importanti per l’Alfa Romeo e agli inizi degli anni ’80 furono insigniti di un Attestato di Benemerenza Civica che il Comune di Milano assegna ai cittadini che promuovono l’immagine e la cultura della città.

Quando si iniziava il progetto di un nuovo modello, i progettisti avevano una serie di riunioni con i responsabili del marketing per evidenziare le caratteristiche generali della vettura in considerazione della futura collocazione sul mercato; poi s’incontravano con i responsabili del telaio e delle parti meccaniche. Dallo studio della linea, gli incontri preliminari e la produzione della vettura, era necessario un periodo di almeno quattro anni.

Il lavoro del Centro Stile iniziava con la realizzazione di modellini in scala, poi le soluzioni migliori venivano riportate su un unico disegno per poter realizzare il modello in gesso in dimensioni reali, nel frattempo veniva preparato anche un modello in scala 1:4 da inviare per le prove di aerodinamicità alla galleria del vento.

Tutto questo lavoro veniva svolto sempre in strettissimo contatto con tutti i responsabili di progettazione, meccanica, carrozzeria e abbigliamento. Con i risultati ottenuti in queste riunioni si procedeva anche a rifinire il modello in gesso con cristalli ed accessori come se fosse una vera vettura che veniva poi rimandata alla galleria del vento.

A parte veniva realizzato un vano interni in legno dove veniva inserita la strumentazione e realizzati tutti gli interni, con la massima cura.

Il lavoro del Centro Stile a questo punto veniva passato nelle mani dei progettisti ma non finiva qui perché veniva consultato ogni qualvolta si doveva intervenire sulle modifiche alla forma originaria del progetto.

Nel 1990, per volontà dell’allora amministratore delegato Giovanni Battista Razelli, il Centro Stile, trasferito dal Portello al capannone ex Ricambi, diventò Centro Stile Alfa Romeo e, tra i progettisti che contribuirono alla sua creazione, c’erano Walter De Silva e Wolfang Egger.

Dalla matita di questi designer e dei loro collaboratori è nata la 145 e diversi prototipi sperimentali come la Proteo e la Nuvola che hanno influenzato la successiva produzione di serie, e

la 156, l’auto che risollevò l’Alfa nel 1998 e che fu il risultato di anni di intensa ricerca da parte del Centro Stile perché non si era mai vista prima una berlina che sembrava un coupè.

Mi è capitato solo un paio di volte di visitare il Centro Stile al Portello, mentre ad Arese ho avuto contatti più frequenti. Ricordo che una mattina, con De Silva, cercammo tra i campioni dei colori di carrozzeria quell’azzurro molto simile a quello della bellissima 2900 B Lungo che fu poi scelto per la carrozzeria di Nuvola, la concept car presentata al Salone di Parigi nel 1996.

Per poco più di tre mesi, l’Archivio Storico passò sotto la direzione di Wolfang Egger e ciò avvenne quando il dr. Roberto Guarini, che è stato mio capo dal 2000 al 2002, lasciò l’Azienda. Fu un periodo breve ma intenso dal punto di vista del coinvolgimento e della collaborazione.

Dopo la chiusura dello stabilimento, il Centro Stile, che era stata l’ultima divisione ancora attiva ad Arese, l’11 aprile del 2011 fu trasferito a Mirafiori.

Mito e Giulietta sono le ultime vetture progettate ad Arese.

Un’ occasione per ricordare una storia leggendaria e tutti coloro che hanno contribuito a creare il mito Alfa ma anche per attrarre e motivare nuove generazioni a tenere ancora vivo questo mito negli anni a venire.