Alfa Romeo 1900

A pranzo con il “Cannibale”

Elisabetta Cozzi “A pranzo da Quiqueg”: non è gossip… è podcast

Siete mai stati a pranzo con un “Cannibale”? Noi sì! 

Elisabetta Cozzi, fondatrice e presidente del Museo Fratelli Cozzi, è stata A pranzo da Quiqueg – Il cannibale che si nutre di storie. 

Non temete, sta benissimo, come potete vedere nel podcast video condotto da Massimo Temporelli

Clicca e ascolta l’intervista 

Conosci Quiqueg?

Per gli amanti della letteratura Quiqueg è il gigante cannibale tatuato dall’animo nobile, capo ramponiere sul Pequod che ha lasciato la Polinesia per vedere il mondo a bordo delle baleniere.

Per gli affamati di storie, invece, A pranzo da Quiqueg. Il cannibale che si nutre di storie, è il podcast «da gustare a ora di pranzo, prima di pranzo, dopo pranzo o per il solo gusto di ascoltare racconti travolgenti e risvolti di vita inaspettati».

In ogni puntata un ospite, «un essere umano diverso dall’altro», viene “cannibalizzato”, ma solo nel senso metaforico del termine, come rassicura Massimo: «non ci nutriamo davvero di lui, ma solo delle storie che ha da raccontare».

Nella puntata di lunedì 26 gennaio a essere gustata è stata la storia del Museo Fratelli Cozzi, raccontata da Elisabetta Cozzi.

«Quiqueg era nativo di Rokovoko, un’isola lontanissima all’Ovest e al Sud. Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai»

Ma cosa c’entra un cacciatore di balene con un’Alfa Romeo?

Proprio come il capitano Achab inseguiva la sua Balena Bianca, anche la storia del Museo Fratelli Cozzi è fatta di una ricerca incessante. La nostra “balena” non vive nell’oceano, ma ha una carrozzeria fiammante e un motore che canta. È la ricerca della rarità, del dettaglio perfetto, di quella storia che merita di essere salvata dall’oblio.

Come diceva Melville: I luoghi veri non sono mai segnati sulle carte. Il nostro Museo è esattamente così: un luogo autentico, che non si trova per caso ma si scopre per passione. Non è solo un deposito di auto, ma un porto sicuro dove le storie vengono “cannibalizzate” (nel senso buono!) e tramandate.

Gennaio 2026