Il biscione d’Africa:
una storia “di particolare fascino”
Una storia del “Biscione d’Africa” è tutta da scoprire con il nuovo evento targato
Grazie!
È la prima parola che possiamo dire, perché la vostra partecipazione ha reso straordinario l’evento targato CulturAlfa di domenica 12 aprile.
Un grazie speciale agli straordinari relatori Maurizio Bianco, figlio di Vito Bianco fondatore della fabbrica Alfa Romeo a Brits; Adriano Gilardi, socio Alfa Blue Team e profondo conoscitore della storia della produzione automobilistica del marchio milanese in Sud Africa; Elvira Ruocco già direttrice del Centro Documentazione Storica Alfa Romeo ad Arese che, insieme alla famiglia Casiraghi, ricorderà il grande capo collaudatore Giuseppe Casiraghi e a Marco Fazio, socio di Alfa Blue Team e noto storico di Alfa Romeo, già responsabile del Centro Documentazione Storica Alfa Romeo, che ha moderato la conferenza.
Ecco qui il video completo dell’evento CulturAlfa… per chi non c’era e per chi vuole riascoltare gli interventi dei relatori
Elisabetta, ci racconti l’evento?
Gli appuntamenti di CulturAlfa rappresentano, ogni volta, un’autentica fonte di soddisfazione e di profonda emozione. Vi è qualcosa di speciale nel rinnovare, due volte all’anno, questo incontro che unisce il nostro Museo alla straordinaria collezione di Axel Marx, dando vita a un dialogo prezioso tra memoria, cultura e passione.
Come da tradizione, il mese di marzo ci conduce in Svizzera, nella cornice unica della collezione di Axel Marx, e anche quest’anno l’evento ha registrato il tutto esaurito: oltre duecento persone, giunte da numerose parti del mondo, si sono ritrovate animate dal desiderio di scoprire e approfondire pagine meno note della storia di Alfa Romeo.
Tra queste, la vicenda di Alfa Romeo in Sudafrica occupa certamente un posto di particolare fascino. È una storia che racconta un marchio capace di guardare oltre i confini, di portare con sé competenze, visione e capacità industriale, costruendo relazioni e alleanze volte alla crescita e alla diffusione di un’eccellenza italiana nel mondo.
Sono narrazioni di straordinario valore, perché consentono di comprendere non soltanto il percorso di un brand iconico, ma anche quello dell’Italia nel suo tempo: la sua evoluzione industriale, economica e sociale. Il pregio più grande di questo approfondimento risiede proprio nell’attenzione rivolta a vicende spesso poco conosciute, raramente raccontate e talvolta dimenticate, restituite invece attraverso la voce diretta dei protagonisti, alcuni dei quali sono giunti appositamente dal Sudafrica per condividere la propria testimonianza.
Credo sia proprio questa la ragione per cui CulturAlfa continua a essere così apprezzato e a suscitare una partecipazione tanto sentita: perché offre un modo diverso di avvicinarsi a questo glorioso marchio, con uno sguardo più ampio, più colto, più consapevole.
Uno sguardo che supera la sola passione automobilistica per entrare nel significato più profondo della sua storia e della sua missione, comprendendo come Alfa Romeo continui, ancora oggi, a generare emozioni autentiche e senza tempo.
Elvira Ruocco ricorda Giuseppe Casiraghi, storico collaudatore Alfa Romeo
Grazie a Massimo Campi
«CulturAlfa, l’associazione che diffonde la storia del marchio italiano, ha tenuto un incontro presso la collezione svizzera di Axel Marx sull’esperienza dell’Alfa Romeo in Sud Africa. Grazie anche alla collaborazione con l’Alfa Blue Team e il Museo Fratelli Cozzi, si è potuto scoprire un pezzo di storia poco conosciuto, che però ha contribuito a diffondere il “biscione” milanese nel mondo» così il giornalista e fotografo Massimo Campi scrive nel suo articolo dedicato all’evento Il Biscione d’Africa.
Campi ha ricordato come «Negli anni Cinquanta i dirigenti del Portello avevano intuito le potenzialità del “continente nero”, soprattutto del Sudafrica dove lo sviluppo minerario aveva attratto molte persone e creato ricchezze. La vettura di punta della fabbrica lombarda era la Giulietta, un prodotto d’avanguardia per le sue prestazioni».
Ringraziamo Massimo Campi per le fotografie che potete guardare nella gallery seguente e vi consigliamo la lettura completa dell’articolo pubblicato su Motor Emotion (Leggi qui l’articolo di Massimo Campi)
Nella foto seguente: Elisabetta Cozzi con Axel Marx
Mauro Re, Bper Executive Piemonte, Liguria e Lombardia Ovest a bordo del “Duetto” adottato
Il progetto CulturAlfa è dedicato alla custodia della storia di Alfa Romeo e alla condivisione di fatti storici e racconti e nasce dalla passione di due figure legate indissolubilmente al prestigioso marchio automobilistico milanese. Una è la nostra Elisabetta Cozzi, l’altra è Axel Marx, un collezionista svizzero che ha dedicato anni a creare una delle più incredibili collezioni private di Alfa Romeo al mondo. In questo laboratorio di storia e innovazione, Elisabetta ed Axel celebrano Alfa Romeo custodendo il fuoco delle sue leggende, proponendo testimonianze di personaggi interessanti e portando alla luce anche storie poco conosciute, condividendo così con gli appassionati ciò che ha contribuito nei decenni a plasmare l’iconico marchio.


