Quando la parità si mette in viaggio: qualche dato per raccontare il nostro percorso.
Agosto 2026
RITA PAPARELLA
Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D
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Con il progetto Donne e Motori? Gioie e basta Il Museo Fratelli Cozzi ribalta gli stereotipi: 20 donne, 20 storie di forza catturate dall’obiettivo di Camilla Albertini. La quarta edizione compie un passo oltre. Ogni testimonial sceglie il suo alleato al maschile: chi sostiene davvero la parità nel proprio percorso professionale. Il dettaglio che colpisce? Non tutte lo hanno ancora trovato. La parità non è una battaglia solitaria. È una responsabilità condivisa che ridefinisce il progresso di tutti.
Nota: i valori delle presenze fisiche rappresentano l’affluenza stimata o documentata dei luoghi ospitanti, non un conteggio certificato dei visitatori effettivi della mostra
quando la parità si mette in viaggio: i primi 8 mesi della IV edizione
258.140 sono le presenze potenziali stimate nei luoghi che hanno ospitato la mostra. Fiere, saloni e autodromi rappresentano il 52,3% dell’impatto, mentre spazi pubblici, luoghi di servizio e presidi urbani incidono per il 42,7%. Non è un conteggio certificato dei visitatori effettivi dell’esposizione, ma una misura dell’affluenza dei contesti nei quali il progetto è stato reso visibile.
A questi numeri si aggiunge la diffusione digitale: 51.327 visualizzazioni social, 22.625 account raggiunti, 90.000 email inviate e una pressione comunicativa lorda stimata tra 146.000 e 156.000 contatti.
Figura 2: Volumi di pubblico stimati, numero tappe e città toccate
Figura 3: Distribuzione geografica delle esposizioni.
“Accanto”: un racconto collettivo
La quarta edizione di “Donne e Motori? Gioie e basta” parte da una domanda meno semplice di quanto sembri: chi, nel percorso di una donna, ha saputo stare accanto senza occupare la scena?
Non davanti, non al posto suo. Accanto. Ogni protagonista femminile ha indicato un uomo che, nella vita professionale o personale, abbia riconosciuto il suo talento e lo abbia sostenuto. Ne è uscita una galleria di relazioni, più che di ritratti e queste storie non sono rimaste dentro il Museo Fratelli Cozzi.
Tra novembre 2025 e luglio 2026, la quarta edizione ha attraversato ventiquattro tappe in luoghi molto diversi tra loro.
L’anteprima si è svolta a Milano AutoClassica, seguita dall’inaugurazione ufficiale al museo. La mostra è poi approdata stabilmente a Cascina Merlata SpazioVIVO e ha raggiunto scuole, academy, fiere, autodromi, biblioteche, uffici postali, sedi aziendali e istituzioni: dall’Istituto Carlo Dell’Acqua a MTS Motorsport Technical School, da IEXS Foundation alla Dallara Academy, dal Sydney Harbour Concours d’Elegance ad Automotoretrò, da WOW Women Motor a Imola ad AMTS Torino, dal Consiglio Regionale della Campania allo Stellantis Heritage Hub, fino ad ACI Torino, Biblioteca Marinoni, Ufficio Postale di Monza e Autopromotec.
La forza della quarta edizione sta proprio nell’aver trasformato le storie personali dei testimonial in un racconto collettivo. Donne e uomini provenienti da imprese, istituzioni, motorsport, ricerca, cultura, giornalismo, formazione e innovazione raccontano che la parità non nasce da dichiarazioni di principio, ma da scelte quotidiane, relazioni autentiche e fiducia reciproca.
Figura 6: Ripartizione delle presenze potenziali per tipologia di location
Figura 4: Varietà di tipologie di location in cui la mostra è stata esposta.
Paola Barbazza racconta la logistica e l’impresa familiare come luoghi dove il coraggio si impara sul campo, tra responsabilità e giudizi da lasciarsi alle spalle. Al suo fianco Luca Donelli parla di leadership come capacità di creare spazio, non di occuparlo.
Alessandra Giorgetti arriva invece nel mondo delle auto storiche quasi per destino, trasformando una scelta familiare in una carriera internazionale costruita con competenza e autorevolezza, fino a diventare giudice nei più prestigiosi concorsi d’eleganza. Accanto a lei, James Nicholls, tra le figure più autorevoli del collezionismo automobilistico mondiale, dimostra con i fatti che il merito viene prima del genere, affidando responsabilità importanti a chi dimostra di saperle sostenere.
Angelica Dallara porta nella Motor Valley il racconto di una carriera tecnica e insieme profondamente umana, attraversata dall’ingegneria, dalla maternità e dalla responsabilità d’impresa. Giampaolo Dallara, con la concretezza di chi ha scritto pagine fondamentali della storia dell’automobile, riporta tutto all’essenziale: la competenza non ha genere e anche l’errore, se compreso, può diventare metodo di crescita.
Le storie attraversano ambiti molto diversi. Darya Majidi (nella foto di copertina) vede nell’intelligenza artificiale una questione di libertà prima ancora che di tecnologia: se le donne restano semplici utilizzatrici di strumenti progettati da altri, il futuro rischia di replicare vecchie disuguaglianze. Corrado Tomassini (nella foto di copertina) interpreta la diversità come un valore concreto per il lavoro e la comunicazione.
Linda Villano, dopo esperienze difficili nell’automotive, ha contribuito alla nascita di AIDA, rete costruita per contrastare stereotipi e pinkwashing. Felipe Vergara restituisce un’idea molto pratica di inclusione: nei gruppi di lavoro contano competenze, ascolto e fiducia.
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A questi racconti si aggiunge quello di Elena Merli, manager di LKQ Rhiag, che ha trasformato curiosità, equilibrio e merito in uno stile di leadership capace di valorizzare le persone senza paternalismi. Il suo alleato, Massimiliano Laudi, CFO del gruppo e presidente del Diversity & Inclusion Committee, rivendica una leadership dell’ascolto, convinto che la ricchezza delle organizzazioni nasca proprio dall’incontro fra esperienze e sensibilità differenti.
La città entra nel racconto con Valeria Lorenzelli, per cui progettare spazi significa anche progettare relazioni. UpTown Milano e le “100 sedie rosse” diventano il simbolo di una comunità che prende forma. Attilio Di Cunto conferma che la rigenerazione urbana ha senso quando mette al centro le persone.
Sofia Veronesi, con una formazione artistica, porta creatività e visione culturale dentro un settore tecnico come quello degli pneumatici e dell’aftermarket, leggendo l’automobile anche come patrimonio culturale. Guido Gambassi, alla guida di AIRP e Federpneus, considera invece la parità una leva di competitività e innovazione, non una concessione.
Francesca Cipolla, ingegnera informatica nell’automotive, racconta processi, dati e intelligenza artificiale come strumenti di crescita. Marco Pesce rappresenta quel tipo di alleato che riconosce il talento prima ancora che venga rivendicato e crea le condizioni perché possa emergere.
Altre testimonianze arrivano da ambienti dove una donna continua spesso a dover dimostrare qualcosa in più. Elena Penazzi, tra giornalismo, autodromo e istituzioni, rivendica autenticità, studio e coraggio. Andrea Pontremoli collega industria, formazione e responsabilità sociale.
Silvia Bagliani racconta una leadership capace di tenere insieme strategia e attenzione alle persone. Valerio Di Natale diventa il volto di chi sceglie di dare fiducia prima ancora che venga richiesta.
Camilla Ronchi, giornalista sportiva ed ex atleta, porta nella mostra una storia fatta di disciplina, resilienza e determinazione, maturata tra le montagne, le Olimpiadi e il motorsport. Al suo fianco, il regista Emilio Guizzetti dimostra come il linguaggio del cinema e della comunicazione possa contribuire a smontare stereotipi radicati e costruire nuove forme di inclusione.
Nel mercato internazionale delle auto da collezione, Caterina De Bartolo ricorda che le donne devono ancora lavorare il doppio per ottenere lo stesso riconoscimento, mentre Fernando Crosta, consulente e commercialista specializzato nei settori dell’arte e dell’automotive, rappresenta un alleato che riconosce il talento senza paternalismi, affidando responsabilità e autonomia sulla base delle competenze.
Laura Venturini, infine, sposta il discorso nel mondo degli algoritmi, mostrando come i bias non siano soltanto opinioni, ma dati capaci di riprodurre disuguaglianze se nessuno li mette in discussione.
È questo intreccio di esperienze, unito alla capacità della mostra di raggiungere pubblici molto diversi, a fare di “Donne e Motori? Gioie e basta” un progetto culturale che continua a crescere ben oltre le pareti del museo.
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La mostra “Donne e Motori? Gioie e basta” è stata ideata per essere itinerante e per questo, come nelle precedenti edizioni, gli scatti sono stati stampati in due copie su supporti ultraleggeri e le copie sono pronte a essere esposte nei palazzi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle biblioteche.
In questo link si trovano tutte le informazioni utili ed è possibile vedere i luoghi in cui la mostra è stata ospitata. Se qualche location è stata d’ispirazione e volete ospitare la mostra, potete contattarci alla mail info@museofratellicozzi.com.
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