Alfa Romeo 1900

Duralfa racconta…

Giulia Mon Amour 

Duralfa è il nome di una lega brevettata dall’Alfa Romeo e utilizzata prima sui motori aeronautici, poi anche sui motori automobilistici, uno pseudonimo che da solo è un indicatore dello spirito, dell’anima e del cuore Alfa Romeo. Scoprite un viaggio attorno alle vetture del nostro museo attraverso racconti che nascono da un punto di vista mai banale, arricchiti da immagini che mostrano forme sempre affascinanti. Grazie Duralfa!” Elisabetta Cozzi

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<p>Foto 1.9: la scritta posteriore della “Giulietta t.i.” del museo Cozzi.

foto 2.1: lo stemma dell’”Autodelta”, reparto corse dell’Alfa Romeo: la Casa Milanese rientra ufficialmente nelle competizioni internazionali con una propria struttura

Foto 1.10: un primo piano della plancia della Giulietta del museo F.lli Cozzi realizzato dal lunotto posteriore.

foto 2.2: in copertina al volume rieditato in occasione dei sessant’anni dell’Autodelta (1963-2023), un’immagine che raffigura l’ingresso della sede di Settimo Milanese, alle porte del capoluogo lombardo, a pochi chilometri dallo stabilimento di Arese

foto 2.3: la “Giulia TZ” e la sua evoluzione, la “TZ2”: le prime vetture realizzate e portate in gara dall’Autodelta

Duralfa

Lo scrittore “segreto” con l’Alfa nel cuore, nell’anima e negli occhi, racconterà un’interpretazione particolare delle vetture Alfa Romeo del museo, perché ogni auto ha dietro di sé un mondo da scoprire e raccontare.

Il ritorno alle competizioni

 

Nel 1963 l’Alfa Romeo ritorna ufficialmente nelle competizioni attraverso la struttura dell’ “Autodelta” (foto 2.1), la factory che progetta e prepara le vetture del Biscione, prima in provincia di Udine poi nella sede definitiva di Settimo Milanese (foto 2.2). Questa soluzione tecnico-organizzativa nasce grazie ad un’intuizione del Presidente Giuseppe Luraghi, che elabora una struttura staccata fisicamente dalla fabbrica ma con un elevato grado di autonomia decisionale, a capo c’è l’Ing. Carlo Chiti.

L’Alfa Romeo torna sui circuiti, dopo i Mondiali dell’Alfetta in F.1, le partecipazioni “pre-era Giulietta” alla Mille Miglia e dopo il rilancio produttivo – necessario alla sopravvivenza dell’Azienda – che si consolida con l’avvio dello stabilimento di Arese. La prima vettura sfornata dall’Autodelta è la “Giulia TZ” (1963) (foto 2.3): telaio tubolare, meccanica della Giulia, carrozzeria a coda tronca realizzata da Zagato. La TZ comincia a vincere e fa capire al mondo che la Casa Milanese fa sul serio. I suoi piloti stringono la corona in legno di un volante classico per le vetture sportive (foto 2.4), con tre razze in cui ciascuna presenta tre fori di differenti dimensioni, lo stemma Alfa Romeo sul coprimozzo è cromato in campo nero lucido: un insieme decisamente racing.

L’anno successivo la Giulia è già la best seller del Biscione, una vettura talmente innovativa e moderna che proietta l’Alfa Romeo verso numeri di produzione ancora più elevati di quelli della Giulietta e la “Sprint GT” (foto 2.5) – variante coupé della berlina “disegnata dal vento” – contribuisce indubbiamente a consolidare il successo commerciale della serie 105.

Foto 1.7: il motore a 4 cilindri bialbero di 1290 cc della Giulietta, in questo caso una “t.i.” del 1960 del museo F.lli Cozzi.

foto 2.4: il volante a tre razze con corona in legno della Giulia TZ, una vettura la cui progettazione è funzionale all’efficacia in corsa, gli interni e la plancia sono tutti improntati alla massima ergonomia

foto 2.5: la “Giulia Sprint GT” è l’erede della “Giulietta Sprint” di dieci anni prima e ne replica, ampliandolo, il successo

foto 2.6: la Giulietta berlina passa il testimone di vettura entry-level alla nuovissima “Giulia 1300”, che affianca l’originale “Giulia T.I.” col motora da 1,6 litri (1570 cc)

foto 2.7: la Giulia 1300 adotta lo stesso volante del debutto della “T.I.”: originale nello stile, ma “poco-Alfa Romeo” in termini di sportività

Originale… ma poco sportivo

La Giulietta (foto 2.6), che continua ad essere presente nel listino “sotto” la Giulia, comincia ad accusare il peso degli anni e al Portello studiano una soluzione per sostituirla, per non perdere la clientela di una cilindrata più contenuta del “millesei” ma che vuole uno “standing” da Alfa Romeo. Così l’11 maggio 1964 viene presentata a Monza la “Giulia 1300”, versione di accesso alla gamma, con allestimento semplificato, adotta il volante, molto originale, ma poco sportivo, della “T.I.” (foto 2.7).

L’anno successivo, al salone di Ginevra, l’Alfa presenta invece l’ampliamento verso l’alto della gamma Giulia con la “Super”, che ha un allestimento molto curato, con dettagli esterni differenti e con un volante che – finalmente – ha un disegno e una funzionalità “molto-Alfa Romeo”: quello della “T.I. Super” (foto 2.8), che “arreda” un interno più ricco e di classe (foto 2.9), con una strumentazione che ritorna a ricchi strumenti circolari contornati da anelli cromati.

Foto 1.7: il motore a 4 cilindri bialbero di 1290 cc della Giulietta, in questo caso una “t.i.” del 1960 del museo F.lli Cozzi.
 
foto 2.8: con la versione “Super” la Giulia amplia l’offerta all’apice della gamma: interni più curati, allestimenti di maggiore contenuto e soprattutto caratteristiche tecniche implementate. Il volante a tre razze della “Giulia Super” offre maggiore raffinatezza e sportività e permette di godere al massimo della guidabilità della berlina milanese
foto 2.9: volante a tre razze e strumentazione circolare, un mix tra eleganza e sportività: what else?
foto 2.10: la “Giulia Sprint GTA” è la vettura che proietta definitivamente l’Autodelta nell’olimpo dei grandi successi sportivi

foto 2.11: le vittorie della “GTA” non si contano: in tutto il mondo miete successi e contribuisce senza dubbio ad alimentare il prestigio della Casa Milanese

La mitica alleggerita

Il ’65 è anche la stagione dell’allargamento della gamma della “Giulia Sprint GT”: al salone di Amsterdam debutta la “Giulia Sprint GTA” (foto 2.10), la mitica “Alleggerita”.

La GTA è la vettura che lancia l’Autodelta nell’olimpo delle corse internazionali: il coupé milanese vince in tutto il mondo (foto 2.11), diventando la vettura da battere. Il suo volante in legno, come quello che equipaggia la Giulia TZ, viene stretto anche da De Adamich e Zeccoli, che conducono un esemplare della GTA nella 6 ore del Nürburgring del 1966 dove, oltre ad aggiudicarsi la gara, girano sulla Nordschleife in meno di dieci minuti (9’ 59” 70), stabilendo il nuovo record per le vetture della categoria “turismo”.

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<p>Foto 1.9: la scritta posteriore della “Giulietta t.i.” del museo Cozzi.
foto 2.12: il volante della “Giulia Sprint GT Veloce”, con l’inconfondibile stemma dell’Alfa Romeo al centro, in una configurazione inedita
 
Foto 1.10: un primo piano della plancia della Giulietta del museo F.lli Cozzi realizzato dal lunotto posteriore.

foto 2.13: il volante minimalista della “GT 1300 Junior”: un pezzo di design di alto livello, suo malgrado studiato per essere adottato su versioni di accesso alla gamma

foto 2.14: la grafica dello Stemma al centro del volante della “GT Junior”: inedita e particolare

Tra le più desiderabili

Oltre alle vittorie che infiammano la passione dei sostenitori dell’Alfa Romeo, la Giulia Sprint si consolida sul mercato come una tra le vetture più desiderabili.

Nella primavera del ’66 viene presentata la “Giulia Sprint GT Veloce”: 3 cv di potenza in più, migliore erogazione del bialbero e, tra le modifiche estetica, c’è proprio il volante: corona in plastica nera, tre razze in alluminio con barre del clacson nere, coprimozzo nero lucido con “croce e biscione” ben visibili, dorati su fondo platino e, soprattutto, si accentua il calice (foto 2.12).

Nel settembre dello stesso anno presso la pista di Balocco viene svelata la Sprint GT nella la sua versione d’accesso: la “GT 1300 Junior” diventa il sogno dei giovani della seconda metà degli anni Sessanta: sui poster nelle loro “camerette” c’è lei. Il volante della “GT Junior” ha uno stile estremamente particolare (foto 2.13), molto essenziale e minimalista: corona e razze sottili in plastica nera lucida, comando clacson cromato, inserito nella forma delle razze stesse. Il coprimozzo ha il marchio, leggermente incassato, che riproduce anche la scritta “ALFA ROMEO – MILANO” (foto 2.14), simboli e caratteri cromati in campo nero lucido: molto “minimal-cool” si direbbe oggi.

Foto 1.7: il motore a 4 cilindri bialbero di 1290 cc della Giulietta, in questo caso una “t.i.” del 1960 del museo F.lli Cozzi.

foto 2.15: il muso affilato della “1600 Spider Duetto”, vettura che per fama e prestigio non ha bisogno di presentazioni

foto 2.16: l’inconfondibile linea a “osso di seppia” della ”Duetto” del 1966, ultima vettura direttamente supervisionata da Giovanni Battista Farina

Impossibile dimenticarla

Ma il pubblico giovanile, allora come oggi, è inevitabilmente attratto dalle auto sportive con prestazioni esuberanti e dallo stile affascinante: la “1600 Spider Duetto” del 1966 (foto 2.15) è il secondo asso calato dalla Casa di Arese nel 1966.

Dal salone di Ginevra la “Duetto” ha il compito di sostituire un mostro sacro del Biscione, la “Giulietta Spider”, e anche in questa occasione Pininfarina va a segno. La Duetto, con la sua singolare linea a “osso di seppia” (foto 2.16), riconferma la leadership dell’Alfa, grazie anche al successo sul mercato americano anche per il ruolo da protagonista che interpreta nel film hollywoodiano “il Laureato”, in cui un brillante Dustin Hoffman è al posto guida di una Duetto rossa sulle strade della California, stringendone il volante (foto 2.17), lo stesso della “Giulia GT Veloce”.

Ad Arese sono pragmatici e non possono “dimenticare” la Giulia berlina, spina dorsale commerciale della line-up del Biscione e, nel contesto dei periodici miglioramenti e ritocchi estetici, la “T.I.” e la “1300 T.I.” adottano il volante minimalista della GT Junior (foto 2.18).

foto 2.17: il volante a tre razze della “Duetto” insieme alla sua plancia con i tre “strumentini” centrali: un layout famosissimo che caratterizza le Alfa Romeo

Foto 1.7: il motore a 4 cilindri bialbero di 1290 cc della Giulietta, in questo caso una “t.i.” del 1960 del museo F.lli Cozzi.

foto 2.18: il volante dal design minimalista della “GT 1300 Junior” esordisce anche sulla Giulia berlina

Marzo 2025