Ignazio Giunti
La storia mai dimenticata
Il regista Marco Gentili e una domenica che ricorderemo a lungo, hanno reso la storia di Ignazio Giunti indimenticabile
Ci eravamo lasciati annunciando la proiezione del film “Ignazio Giunti, la storia mai raccontata” con la regia di Marco Gentili, ma poi è successo che…
È successo che l’evento è stato incredibile! Un film straordinario e un pubblico incredibile sono stati gli ingredienti che hanno saputo trasformare la “storia mai raccontata” di Ignazio Giunti in una storia mai dimenticata.
Grazie alla regia di Marco Gentili, il nome di Ignazio Giunti ha sciolto le catene di un ricordo tragico per raccontare la storia di un grande campione che non poteva, e non doveva, restare imprigionata solo negli ultimi drammatici istanti.
Abbiamo voluto che l’emozione dell’evento vi fosse raccontata da chi ha contribuito a rendere il pomeriggio di domenica 22 marzo, indimenticabile.
Buona lettura…
MARCO GENTILI
Regista del film “Ignazio Giunti, la storia mai raccontata”
Assistere alla proiezione del mio film immersi in un “covo” di Alfa Romeo DOC è stato il contesto più emozionante che mi sia capitato di vivere. Non è stato il primo evento con il pubblico cui sono stato invitato: la cornice del teatro Gerolamo a Milano era stata fiabesca; la proiezione al cinema Caravaggio a Roma -davanti a parenti e amici- è stata toccante; la partecipazione degli addetti al circuito di Vallelunga (il “salotto” di Ignazio), è stata palpabile, ma qui… eravamo nella culla della passione: Ignazio è sempre stato un Alfista doc, anzi direi che potremmo proprio considerarlo l’archetipo dell’Alfista.
Su tutto si percepisce la passione con cui Elisabetta si dedica al museo: una direzione competente, premurosa, viva, attenta ai dettagli. Ci si immerge nel ventre del museo e lo spettacolo che ti accoglie è affascinante: un’Alfa Romeo Parade in piena regola, non scontata e non banale. L’elemento coreografico che mi ha convinto di più è stato l’asfalto su cui poggiano le vetture esposte (molte delle quali davvero da sogno). Breve e doverosa introduzione, con la presentazione dei modelli più significativi in relazione alle rispettive apparizioni cinematografiche: un tema sempre di grande effetto e che per me ha doppia valenza, perché significa coniugare le mie più grandi passioni…
Dopo la proiezione del mio film, il momento del vernissage è stato il clou: nascosta dietro lo schermo della proiezione si celava infatti una nuova ala del museo, dedicata alla formazione e al restauro. Al centro della scena, un’imponente 2600 Sprint che aspetta solo di essere ricoperta di attenzioni dopo anni di oblio. Una citazione coreografica che riesce a dare un senso al tutto: è come dare un’anima ad uno spazio espositivo, una linea di demarcazione fra un salone statico e un luogo del cuore. Qualcosa di simile che ho visto solo al museo Porsche di Zuffenhausen, oppure a Fiorano, nel nuovo imponente hangar a fianco alla pista di collaudo della Ferrari, con un’ala riservata ai meccanici intenti alla manutenzione delle vetture corse-clienti.
Infine, l’ultima nota riguarda il pubblico. Confesso che ricevere i complimenti sinceri e sentiti a fine proiezione da parte delle signore provenienti da ambiti lontanissimi dalle corse è la cosa che mi lusinga di più: facile colpire al cuore un appassionato di motori, una vecchia gloria o un nostalgico dell’epoca. Molto più difficile è fare centro con chi magari si trova a dover “subire” il film perché costretto ad accompagnare qualcuno, ed è nello spirito di doversi sacrificare per una sera. Eppure… eppure è successo ad ogni proiezione, Museo Cozzi compreso. E non posso che essere grato a Elisabetta per la serata e per le emozioni che sono riuscito a vivere».
Commenti pubblicati su Facebook
IVAN SCELSA
Presidente Cinemalfa, scrittore e giornalista
«Parlare del ruolo dell’Alfa Romeo nella cinematografia è un po’ come ripercorrere la storia stessa della settima arte: un legame proseguito attraverso i decenni, con ruoli impegnati o divertenti, esaltanti o discreti, comunque mai scevri di descrivere il mutare della società.
L‘attenzione prestata dagli ospiti del Museo alle storie -note o più singolari- narrate durante la visita, rinnova (ancora una volta) l’importanza di proporre eventi culturali capaci di catalizzare l’attenzione dei visitatori sulla storia degli uomini, sui personaggi del jetset, sulla vita di chi queste auto ha tanto amato o semplicemente portato al successo grazie a una brillante interpretazione».
Pubblico in sala per la proiezione del film
vittorio tusini cottafavi
Ex dirigente della Banca d’Italia, è uno studioso e scrittore di automobilismo, sport seguito fin dall’infanzia per il legame con lo zio Ignazio Giunti. Nel 2018 ha pubblicato il libro “Ignazio Giunti – Un pilota, un’epoca” (Rubbettino Editore)
«È stato un evento pieno di fascino ed emozioni quello che ci ha fatto vivere Elisabetta Cozzi, con tutta la sua carica di umanità, la sua passione e la sua competenza per la presentazione del docufilm di Marco Gentili su Ignazio Giunti.
Non poteva esserci contesto più adatto del magnifico Museo Fratelli Cozzi, tra le macchine che hanno segnato un pezzo importante della storia del nostro Paese e anche della carriera di Ignazio che, al volante delle Alfa, ha conseguito tanti successi e costruito la sua fama di asso delle corse per vetture turismo e sport prototipo nei mitici anni ’60.
Un pubblico molto qualificato e caloroso ha contribuito in modo decisivo a creare un clima di piena condivisione e amicizia, mostrando un vivo apprezzamento per il film, per la sua narrazione vera e coinvolgente della storia del giovane campione italiano e di quell’epoca meravigliosa e terribile delle corse. Abbiamo trascorso davvero una serata che sarà un bel ricordo nella mia memoria come credo in quella di tutti i presenti».


