Duralfa …
Sei un Mito! – II Parte
“Duralfa è il nome di una lega brevettata dall’Alfa Romeo e utilizzata prima sui motori aeronautici, poi anche sui motori automobilistici, uno pseudonimo che da solo è un indicatore dello spirito, dell’anima e del cuore Alfa Romeo. Scoprite un viaggio attorno alle vetture del nostro museo attraverso racconti che nascono da un punto di vista mai banale, arricchiti da immagini che mostrano forme sempre affascinanti. Grazie Duralfa!” Elisabetta Cozzi
1. L’immancabile scudo anteriore che caratterizza tutte le Alfa Romeo: la Mito offre questa interpretazione
2: la Mito rappresenta la proposta dell’Alfa Romeo, presentata nell’estate del 2008, per una compatta dal carattere sportivo
3: la Mito offre subito l’impressione di essere una coupé compatta
Duralfa
Lo scrittore “segreto” con l’Alfa nel cuore, nell’anima e negli occhi, racconterà un’interpretazione particolare delle vetture Alfa Romeo del museo, perché ogni auto ha dietro di sé un mondo da scoprire e raccontare.
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La MiTo viene realizzata sulla piattaforma della Fiat “Grande Punto” – un razionale carry-over da un modello di larga diffusione ma con buone caratteristiche dinamiche – un’ottima base di partenza con l’obiettivo di offrire performance vivaci e piacevolezza di guida.
4: la scritta “Mito” posizionata sul portello posteriore, crasi di MIlano e TOrino
5: la Mito è l’ultima vettura di grande serie ad essere creata al “Centro Stile Alfa Romeo” di Arese, dal gruppo capitanato da Wolfgang Egger
6: nel 1991 il Centro Stile Alfa Romeo trasloca dalla sede storica del Portello e si trasferisce nei nuovi locali ad Arese: Walter De Silva è il responsabile dello stile del Biscione
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L’efficacia dell’assetto, con una messa a punto in funzione delle prestazioni, viene integrata dal “DNA” (foto 23), soluzione esclusiva della MiTo e primato nella sua categoria: con un comando collocato davanti alla leva del cambio che agisce secondo tre parametri (“Dynamic”, “Normal” e “All Weather”) si regola la risposta del motore, il controllo dinamico e l’assistenza dello sterzo (la MiTo è la prima Alfa Romeo col servosterzo elettrico). Tutti gli utenti della MiTo infatti ne apprezzano la guidabilità e la sincerità della dinamica, sempre sicura in ogni condizione.
Clicca e sfoglia la galleria fotografica curata da Duralfa
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I gruppi ottici anteriori della Mito – molto caratteristici – riprendono la forma ellittica e l’inclinazione di quelli della “8C Competizione”; questo elemento di stile contribuisce pareccho alla personalità della vettura
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La forma dei cristalli laterali, da “coupé”, contornati da un essenziale e sobria cornice nera opaca (allestiento Quadrifoglio Verde)
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I cristalli delle portiere senza cornice della Mito: soluzione raffinata ed elegante, soluzione di solito adottata da vetture appartenenti a segmenti superiori
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Il posizionamento a sinistra, sul paraurti anteriore, della targa: un elemento caratteristico (e raffinato) delle Alfa Romeo, funzionale a non “disturbare” lo scudo anteriore che si sviluppa in altezza. Anche la Mito non sfugge a questo vezzo
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La strumentazione della Mito: incassata e circolare come ogni Alfa Romeo dal profilo prettamente sportivo
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La parte superiore della plancia, con un rivestimento simil-carbonio, con i “canocchiali” che contengono gli strumenti davanti al pilota
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Il design complessivo della plancia della Mito: sportivo, pratico, poco invasivo, le bocchette del climatizzatore di forma circolare
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I sedili della Mito, in questo caso in pelle, di foggia sportiva e contenitiva, con il Marchio Alfa Romeo ricamato
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I cristalli delle portiere senza cornice della Mito: soluzione raffinata ed elegante, soluzione di solito adottata da vetture appartenenti a segmenti superiori
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Il posizionamento a sinistra, sul paraurti anteriore, della targa: un elemento caratteristico (e raffinato) delle Alfa Romeo, funzionale a non “disturbare” lo scudo anteriore che si sviluppa in altezza. Anche la Mito non sfugge a questo vezzo
foto 2.14: la grafica dello Stemma al centro del volante della “GT Junior”: inedita e particolare
foto 2.13: il volante minimalista della “GT 1300 Junior”: un pezzo di design di alto livello, suo malgrado studiato per essere adottato su versioni di accesso alla gamma
foto 2.14: la grafica dello Stemma al centro del volante della “GT Junior”: inedita e particolare
La casa del Biscione presenta anche, in occasione del Salone di Ginevra del 2009, una Mito “GTA” in configurazione “concept”, dotata del 4 cilindri 1750 sovralimentato da 240 cv: sarebbe stata la versione estrema al vertice della gamma in termini di prestazioni, un’occasione mancata.
foto 2.15: il muso affilato della “1600 Spider Duetto”, vettura che per fama e prestigio non ha bisogno di presentazioni
foto 2.16: l’inconfondibile linea a “osso di seppia” della ”Duetto” del 1966, ultima vettura direttamente supervisionata da Giovanni Battista Farina
E proprio la Mito Quadrifoglio (foto 26-27-28), vera e propria gran turismo in dimensioni compatte, è l’ultima arrivata nella collezione del Museo F.lli Cozzi (foto 29): una vettura ancora oggi piacevole da guidare e da guardare, una tra le ultime “3 porte” a listino fino a qualche anno fa (questo esemplare dotato anche del cambio “TCT” (foto 30)), altra caratteristica che ha sempre sottolineato la sua anima sportiva.
foto 2.17: il volante a tre razze della “Duetto” insieme alla sua plancia con i tre “strumentini” centrali: un layout famosissimo che caratterizza le Alfa Romeo
foto 2.18: il volante dal design minimalista della “GT 1300 Junior” esordisce anche sulla Giulia berlina
Luglio 2026


