Chissà se lo sapevano…
Tra le carte dell’archivio spunta una lettera del 1969 inviata dal Presidente di General Motors a Pietro Cozzi: un raffinato esempio di marketing d’altri tempi che oggi ci fa sorridere
Quante storie straordinarie e inaspettate si nascondono tra i faldoni dell’archivio, protette tra ingiallite lettere d’epoca, documenti di lavoro e quei piccoli grandi dettagli che Pietro Cozzi ha con cura custodito nel corso dei decenni.
A riportarle alla luce per noi è Marco Cuppini, che muovendosi tra i tantissimi scatti e le carte del nostro patrimonio documentale sa sempre trovare il giusto dettaglio con cui accendere uno sguardo curioso. Un viaggio continuo che ci permette di rileggere in chiave moderna la storia dell’auto, le prime strategie di marketing e la cultura della comunicazione di un tempo.
Ecco cosa è emerso di recente da una preziosa corrispondenza d’archivio… e chissà se chi ha firmato quelle righe nel lontano 1969 poteva mai immaginare che un giorno sarebbero finite custodite al Cozzi.Lab!
La lettera, battuta a macchina e con firma autografa del Presidente di General Motors Italia e alcuni dépliant di comunicazione “vintage”
Ama le auto e scoprire storie nascoste. Per il Museo Fratelli Cozzi cura la rubrica “Marco in archivio”
Autunno 1969, Pietro Cozzi riceve una lettera firmata da R. H. Boniface, allora Presidente di General Motors Italia.
“Egregio Signor Cozzi, l’altro giorno ho prestato la mia Diplomat ad un amico. Ne è rimasto entusiasta… Le dico questo perché la Diplomat è una macchina capace di entusiasmare e soddisfare le persone più competenti. E Lei è una tra quelle persone, quelle che conoscono la differenza tra una vettura qualsiasi ed una costruita in piccola serie… Ho perciò invitato il nostro concessionario Saigarage a mettersi a Sua disposizione. Basterà una Sua telefonata e una Diplomat con autista sarà ad attenderla. Potrei dirLe tante altre cose sulla Diplomat, ma La rimando al dépliant accluso… con i migliori saluti”.
Siamo di fronte a un esempio di “direct marketing” ante litteram; certo, gli strumenti e soprattutto le informazioni oggi a disposizione di un qualsiasi ufficio marketing allora non c’erano.
Dépliant vintage Citroën DS storica, color giallo narciso con tetto a contrasto
Dépliant vintage Honda S800
Dépliant vintage della “Contessa 1300”
Un’eleganza d’altri tempi
Mi immagino che quella lettera, ideata e inviata dalla sede centrale di Roma, non potesse selezionare in maniera precisa il target di riferimento. Ma tant’è; aveva comunque una bellezza e un’eleganza, appunto, di altri tempi.
Un marketing di un’epoca passata che conserva ancora il fascino riconoscibile nelle pubblicità e nei dépliant di allora. Depliant che Pietro conservava perché era attento ai concorrenti, così come Alfa Romeo stessa faceva già negli anni ’60, inserendo nei manuali destinati alla forza vendita i confronti con la concorrenza.
Non sappiamo se Pietro chiamò per fare un giro con autista su una macchina della “concorrenza”. Non so nemmeno se, nel lontano 1969, guidava una Giulia Super 1600 o una 1750 GT Veloce (divertendosi sicuramente di più anche senza autista).
Continua la raccolta dei dépliant d’epoca, in particolare si parla del comfort della Citroën DS
#Mettilalì
Per certo fu lusingato per la lettera ricevuta e, come per tutto quello che passava per le sue mani, la frase era sempre la stessa: “Mettila lì”.
Questo valeva per una lettera, per un telegramma, per una fotografia o per una delle oltre 60 auto che oggi danno vita al Museo Fratelli Cozzi.
Immagino che leggendo la lettera abbia sorriso e si sia chiesto: chissà se lo sapevano che la mandavano a Pietro Cozzi che davvero di auto era grande esperto, guidando e vendendo Alfa Romeo dal 1955.
Continua la raccolta dei dépliant d’epoca, in particolare si parla del comfort della Citroën DS


