Donne e motori? Gioie e basta

 Trasformare le sfide in crescita, sempre 

Gennaio 2026

RITA PAPARELLA

Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D

Se è la tua prima volta qui, benvenuta/benvenuto!  

Con il progetto Donne e Motori? Gioie e basta Il Museo Fratelli Cozzi ribalta gli stereotipi: 20 donne, 20 storie di forza catturate dall’obiettivo di Camilla Albertini. La quarta edizione compie un passo oltre. Ogni testimonial sceglie il suo alleato al maschile: chi sostiene davvero la parità nel proprio percorso professionale. Il dettaglio che colpisce? Non tutte lo hanno ancora trovato. 

La parità non è una battaglia solitaria. È una responsabilità condivisa che ridefinisce il progresso di tutti. 

Segui questo viaggio tra presenze e attese. Alcune storie ti sorprenderanno. 

Paola Barbazza

Luca Donelli

Paola Barbazza 

PCFO Magazzini Generali della Brianza Spa – Presidente Commissione Pari Opportunità Comune Legnano 

Manager e presidente della Commissione Pari Opportunità di Legnano, racconta un percorso costruito con determinazione, resilienza e visione.

Dalla rinascita dell’azienda familiare alla politica, supera sfide e stereotipi grazie anche al sostegno di uomini che hanno creduto in lei senza distinzioni di genere. Una storia di coraggio che si impara e si trasmette. 

Luca Donelli

Market Dev. Manager at Donelli – VP Confindustria Varese 

Market Dev. Manager at Donelli e VP Confindustria Varese, è un leader capace di unire dedizione, visione internazionale ed empatia. Valorizza con convinzione i talenti femminili, promuove inclusione anche in settori tradizionali e crede in una leadership condivisa, dove equilibrio e ascolto guidano la crescita.

La sua alleanza con Paola incarna lo spirito di He4She: camminare fianco a fianco per generare cambiamento reale.

Paola Barbazza con la Commissione Femminile Pari Opportunità, il Sindaco di Legnano Lorenzo Radicee l’assessora Ilaria Maffei

Paola Barbazza: trasformare le sfide in crescita, sempre

Origini e scintilla iniziale

Forse Carla Fracci aveva ricevuto una vocazione chiara fin da subito per la danza; qualcun altro invece compone il proprio percorso strada facendo. Paola Barbazza, appartiene alla seconda categoria: un cammino costruito attraverso studio, coraggio e un’instancabile capacità di osservare il mondo mentre cambia.

La sua passione per l’economia, intesa come strumento per comprendere la realtà, affonda le radici negli anni del liceo Parini, dove imparare a muoversi in un contesto nuovo l’ha costretta a mettersi alla prova. Da lì alla Bocconi, passando per un sogno diplomatico accarezzato e poi abbandonato, il passo non è stato immediato, ma coerente. Il vero punto di svolta arriva però con l’ingresso nell’azienda di famiglia, una realtà che da piccola scommessa si è trasformata negli anni in una storia di rinascita, fatta di notti insonni e responsabilità condivise.

Sfide e stereotipi di genere: il coraggio imparato passo dopo passo

La logistica non è un ambiente tenero. È un settore tecnico, maschile, veloce. Eppure, Paola non ha mai pensato di arretrare. «Sono una persona fortunata perché sono sempre stata circondata da persone di estremo valore». Su tutti, il padre e il fratello: uomini che hanno rappresentato non solo una guida, ma un modello di alleanza naturale, concreta. Nessuna distinzione tra uomo e donna, nessun pregiudizio su cosa potesse o non potesse fare.

La strada non è stata certamente priva di ostacoli. L’ingresso in azienda a 25 anni, in un ruolo complesso, l’ha costretta a crescere in fretta e, a volte, anche a cambiare strategia: “Io ho iniziato a mettere i tacchi!”. Un gesto semplice, simbolico, che l’ha aiutata a sentirsi più autorevole e ad esserlo anche agli occhi degli altri, che inizialmente si rivolgevano a lei come la ragazzina ultima arrivata. “Ma il vero passo avanti è stato quando ho cominciato io stessa a fregarmene del giudizio degli altri”.

Valori e visione personale: la forza di una leadership non convenzionale

Paola non si definisce mai eroica, eppure nelle sue parole si sente la determinazione di chi sceglie di non fermarsi davanti alla paura. «Il coraggio si impara», le ripete da sempre il fratello. Ed è diventato un mantra. La capacità di immaginare lo scenario peggiore per poi “ricostruire all’indietro” strategie e soluzioni è diventata una competenza chiave, nata nel pieno della crisi del 2008, quando i primi fallimenti dei clienti iniziavano ad accumularsi sulla sua scrivania. Sono stati anni in cui ha imparato che un imprenditore può essere solo, ma lei non lo era perché aveva tutta una famiglia alle spalle e con essa la responsabilità dei dipendenti.

Parallelamente, l’impegno nella Commissione Pari Opportunità ha aggiunto uno strato nuovo alla sua consapevolezza. «Mi ha aperto gli occhi. Entrare in contatto con mondi diversi, confrontarmi con il tema della violenza di genere, imparare a pesare le parole per arrivare agli altri senza farli chiudere: un esercizio continuo di empatia e responsabilità».

 

Paola Barbazza 

Momenti di svolta e resilienza: metterci la faccia, sempre

Dopo il Covid, qualcosa si è mosso. Le parole della politica, ascoltate da casa, hanno acceso nuovamente il desiderio, rimasto in un cassetto per vent’anni, di partecipare, contribuire, esporsi. «Ho provato il desiderio di fare qualcosa e metterci la faccia». È stato un ritorno coraggioso, fatto anche di critiche ricevute ai gazebo e confronto serrato, ma capace di generare cambiamenti piccoli e concreti, quelli che lasciano tracce reali.

E poi la maternità, vissuta con la paura tipicamente femminile di dover dimostrare più degli altri. “Avevo paura che pensassero che me la prendessi comoda”. Ma è proprio lì che Paola ha imparato a ridimensionare il giudizio esterno e a fare spazio alla propria misura, ai propri tempi.

He4She: L’alleanza che fa crescere

Luca Donelli, suo marito, un sostegno che non è mai consolatorio, ma sfidante.

«C’era in ballo l’elezione del rappresentante di corso e lui, che era tra i 10 studenti eccellenti in Bocconi, si è girato verso di me e mi ha detto: “Barbazza, se ti candidi, io ti appoggio”. Era la prima volta che mi rivolgeva la parola. Per me è stata una dichiarazione d’amore, senza che ci fossimo mai parlati prima. Dopo due anni, ci siamo messi insieme. Lui mi sprona a essere sempre più forte di quello che penso di essere.”

È un tipo di alleanza che non protegge: potenzia. Che non accompagna: rilancia. Che non riduce la paura del fallimento, ma aiuta a guardarlo con occhi diversi.

È la dimostrazione che la parità non si costruisce “contro”, ma insieme, con uomini capaci di eliminare la categoria “uomo/donna” dal proprio vocabolario professionale.

Ogni storia lascia una scia. Quella di Paola si traduce in un invito semplice e radicale: «Aumentare empatia e umanità». Vedere l’altro senza sovrastrutture, senza paura delle fragilità, riconoscendo la potenza della collaborazione e del rispetto reciproco. Il futuro, politico, sociale, professionale, non si costruisce con l’eroismo individuale, ma con comunità che sappiano parlarsi. Ed è forse questo il lato più potente della sua testimonianza: la certezza che la determinazione è contagiosa, e che il coraggio, sì, si impara. Sempre.

Luca Donelli presso Regione Lombardia

Luca Donelli: leadership, equità ed empatia che generano valore 

L’incontro: storia e visione condivisa 

La storia professionale e personale di Luca Donelli prende forma già dai banchi dell’università, quando un primo scambio di idee con Paola dà il via a un percorso di reciproca stima destinato ad ampliarsi nel tempo. Nel suo racconto emerge un uomo rigoroso, attento alle dinamiche relazionali e capace di riconoscere nei talenti femminili un valore determinante. “Se Paola avesse deciso di candidarsi, l’avrei appoggiata volentieri.” 

Una predisposizione all’ascolto e al sostegno che ritroviamo poi in tutto il suo cammino manageriale, costruito attraverso ruoli di responsabilità e una dedizione che lui stesso definisce frutto di equilibrio, costanza e consapevolezza. Oggi Luca guida strutture complesse, gestisce cantieri internazionali, ricopre incarichi associativi strategici e continua a farlo con una visione che dà centralità non solo ai risultati, ma anche alle persone che li rendono possibili. 

La riflessione: leadership al femminile come leva di crescita

Cresciuto professionalmente tra contesti molto diversi, dalla consulenza all’impresa di famiglia, Luca sottolinea quanto la sua visione di leadership sia stata influenzata da figure femminili di grande preparazione«La maggior parte degli insegnanti che reputo particolarmente importanti nella mia vita erano professoresse». 

La sua carriera si è sviluppata a stretto contatto con team misti, nei quali spesso era “l’unico uomo” in ruoli direttivi, come accade oggi, tra i Vice Presidenti in Confindustria Varese. Un contesto che per lui è stimolo e arricchimento: «Sono figure molto competenti e intellettualmente stimolanti nel processo di gestazione di idee e nuovi progetti». 

In queste parole si riflette una leadership moderna, capace di integrare competenze diverse e di riconoscere il valore dell’approccio femminile nei processi decisionali e nella gestione delle relazioni, ambito che considera essenziale tanto quanto quello tecnico. 

Luca Donelli 

Luca Donelli 

Dal pensare al fare: inclusione nel settore metalmeccanico. Rompere muri, creare opportunità

Nel mondo della verniciatura industriale, tradizionalmente maschile, Luca testimonia un impegno concreto verso la parità, fatto di scelte quotidiane più che di slogan. Racconta con orgoglio l’ingresso delle prime verniciatrici: un cambiamento culturale prima ancora che operativo. «Abbiamo introdotto personale femminile trovando in particolare una donna che ha sempre verniciato di mestiere e ci ha permesso di abbattere un muro». 

La sua attenzione si estende anche ai rientri post-maternità, tema che affronta con equilibrio e pragmatismo: «È sfidante riuscire a mantenere un dialogo franco sulle esigenze per trovare la via per assecondarle nel modo più sostenibile per l’azienda e per la persona». 

Questa sensibilità non nasce da una visione paternalistica, ma dall’idea che l’azienda debba essere un luogo di crescita per tutti, dove l’empatia diventa strumento di gestione e il talento, non il genere, a definire il valore delle persone. 

L’apertura internazionale di Luca, maturata nel percorso di studi e consolidata nei ruoli di rappresentanza in associazioni a livello europeo, si traduce in una capacità di cogliere differenze culturali e trasformarle in insegnamenti operativi. Il confronto continuo con altre realtà e altre visioni alimenta la sua convinzione che il cambiamento non possa essere delegato solo alle normative, ma passi dalla qualità delle relazioni, dal rispetto reciproco e da un equilibrio consapevole tra le diverse “sfere” della vita che “bisogna tenere bilanciate.”

He4She, il motore dell’alleanza

Il percorso umano e professionale di Luca offre una risposta naturale alla domanda sul perché Paola lo abbia scelto come partner del progetto He4She. Nel suo racconto emerge un uomo consapevole, capace di accogliere la diversità come risorsa e di lasciarsi trasformare da essa. Lo dice con semplicità: «Lei mi ha migliorato molto, nel potenziare i punti in cui io ero debole».

È un’alleanza fondata sull’equilibrio dinamico, non su ruoli fissi: «Perché si dice che dietro un uomo ci sia sempre una grande donna? Ma perché dietro? È di fianco». 

Questa visione paritetica, fatta di sostegno reciproco e crescita condivisa, è esattamente lo spirito di He4She: non un gesto simbolico, ma la scelta di essere complici nel costruire un ambiente, familiare, professionale, sociale, in cui ciascuno possa esprimere pienamente il proprio potenziale. È questo, probabilmente, il vero motivo per cui Paola lo ha scelto: non per ciò che rappresenta, ma per come agisce, ascolta e si mette in gioco, ogni giorno, accanto alle persone. 

Luca Donelli in barca a vela

Vuoi ospitare la mostra? Ecco le info utili!

La mostra “Donne e Motori? Gioie e basta” è stata ideata per essere itinerante e per questo, come nelle precedenti edizioni, gli scatti sono stati stampati in due copie su supporti ultraleggeri e le copie sono pronte a essere esposte nei palazzi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle biblioteche. 

In questo link si trovano tutte le informazioni utili ed è possibile vedere i luoghi in cui la mostra è stata ospitata. Se qualche location è stata d’ispirazione e volete ospitare la mostra, potete contattarci alla mail info@museofratellicozzi.com.  

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Camilla Albertini – foto di Paolo Carlini

CAMILLA ALBERTINI

Camilla Albertini è fotografa, videomaker, illustratrice e giornalista. Nata a Milano, si è laureata nel 2017 in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e conta come freelance già una lunga esperienza di lavoro in diversi ambiti: dallo still life in studio al reportage, dall’automotive al corporate, dal ritratto al food. È appassionata di disegno e di arti visive in genere. Ama viaggiare e cogliere nelle sue immagini l’essenza dei luoghi con immagini mai scontate e di ricercata emozione. Con l’occhio e il cuore sempre attenti alle tematiche femminili, ha realizzato nel 2019 un reportage sulle donne islandesi e nel 2022, 23, 24 e 25 una mostra fotografica, in collaborazione con il Museo Fratelli Cozzi, di ritratti di donne e automobili, per scardinare gli stereotipi legati a “donne e motori”. Diverse le sue immagini e testi pubblicati nelle pagine del Corriere della sera di Milano e da riviste quali Quattroruote, Ruoteclassiche, Donna Moderna, Gardenia, il Bagno. Nel 2021, per Silvana Editoriale, ha pubblicato, con il collega Paolo Carlini, il libro fotografico “Italia Cost to Coast”.