Donne e motori? Gioie e basta

Francesca Cipolla & Marco Pesce

Maggio 2026

RITA PAPARELLA

Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D

Se è la tua prima volta qui, benvenuta/benvenuto!  

Con il progetto Donne e Motori? Gioie e basta Il Museo Fratelli Cozzi ribalta gli stereotipi: 20 donne, 20 storie di forza catturate dall’obiettivo di Camilla Albertini. La quarta edizione compie un passo oltre. Ogni testimonial sceglie il suo alleato al maschile: chi sostiene davvero la parità nel proprio percorso professionale. Il dettaglio che colpisce? Non tutte lo hanno ancora trovato. 

La parità non è una battaglia solitaria. È una responsabilità condivisa che ridefinisce il progresso di tutti. 

Segui questo viaggio tra presenze e attese. Alcune storie ti sorprenderanno. 

Francesca Cipolla

Marco Pesce con il cartello #HeForShe

Francesca Cipolla 

Ingegnera informatica, appassionata di processi e allergica alle scorciatoie, Francesca Cipolla ha costruito la sua carriera nell’automotive partendo da zero e tornando persino sui banchi universitari dopo dieci anni. In un settore ancora poco femminile, il suo punto di forza è la curiosità: smontare ogni sistema per capirlo e migliorarlo.

Marco Pesce

Commercialista per quarant’anni, amministratore delegato per scelta: Marco Pesce conosce il valore di rimettersi in gioco. La sua leadership punta su responsabilità e merito, non su controllo. Quando scopre che una collaboratrice ha una laurea in informatica tenuta nel cassetto, le apre subito uno spazio. Per lui HeForShe non è una dichiarazione, è già il modo in cui lavora.

Francesca Cipolla seduta alla sua postazione di lavoro

Francesca Cipolla: curiosità, determinazione e competenza in un settore che cambia

Coordinatrice gestione e preparazione veicoli usati – Autoteam Intergea Nord Est | Full Stack Developer Holding Intergea Nord Est

Origini e scintilla iniziale: dalla provincia veronese all’innovazione digitale

«Sono nata in un piccolo paese della provincia di Verona, ho avuto un’infanzia felice». Un’introduzione semplice, genuina, lineare. La passione per la matematica arriva presto e la porta a scegliere Ingegneria Informatica a Padova. Purtroppo, però, il percorso si interrompe per ragioni personali, ma lei non cede e lo riprende molti anni dopo, quando decide di tornare sui banchi mentre lavora. «Ho pensato di rimboccarmi le maniche studiando e lavorando contemporaneamente». Lo fa per chiudere un cerchio aperto con se stessa, una scelta sicuramente non comoda.

L’ingresso nell’automotive avviene quasi per caso, perché non ha mai avuto la passione per le auto, eppure, è proprio lì che la sua curiosità trova terreno fertile. Francesca guarda la concessionaria come un sistema operativo, da capire, smontare, ottimizzare. Un approccio tecnico e analitico che trasforma un lavoro in uno spazio di innovazione continua e va ben oltre quella che ormai è diventato una moda chiamare “resilienza”.

Sfide e stereotipi di genere: sentirsi eccezione senza lasciarsi definire da questo

Nel raccontare la propria esperienza in ambienti ancora prevalentemente maschili, Francesca non parla di discriminazioni esplicite, ma della sensazione ricorrente di essere “un’eccezione”, all’università come nel lavoro. Una percezione che non la paralizza, ma la tiene vigile.

La sua riflessione va oltre il vissuto personale. Con grande lucidità, individua nel rapporto tra donne e tecnologia una questione che non riguarda solo la formazione, ma «libertà, rappresentazione, indipendenza economica e potere decisionale nel mondo che verrà». Il rischio, per lei concreto, è che le donne restino ai margini proprio mentre l’intelligenza artificiale, i dati e il software ridisegnano interi settori produttivi.

Di fronte a contesti non sempre accoglienti, la sua risposta è la curiosità, trasformata in metodo. «Ogni processo voglio smontarlo per comprenderlo pienamente e, se possibile, migliorarlo».La prima impressione ritorna quindi a confermare una mente analitica, concreta, e tenacemente appassionata.

Marco Pesce in sella alla sua Gravel. Per lui il ciclismo è «uno spazio in cui ritrovare lucidità, elaborare soluzioni, ricaricare le energie».

Francesca Cipolla

Valori e visione personale: meritocrazia, passione e spirito collaborativo

La svolta professionale di Francesca arriva nel modo in cui le cose più significative spesso accadono: non è cercata, ma riconosciuta da qualcun altro. Quando un collega del reparto IT scopre la sua laurea e la sua passione per l’informatica, ne parla con Marco Pesce, Amministratore delegato e CFO di Holding Intergea Nord Est, che sceglie di darle fiducia senza aspettare che sia lei a chiederla. «È stato lui a venire a cercarmi». Da quell’incontro nasce una nuova fase professionale che la porta a lavorare su progetti di automation e intelligenza artificiale, fino a vincere un contest nazionale Mawdy e diventare testimonial della mostra.

Ma la competenza tecnica è solo una parte del quadro. Francesca restituisce con forza l’idea di qualcuno che sa lavorare con gli altri, che valorizza le relazioni e che smonta con semplicità uno degli stereotipi più duri a morire: «Il fatto che le donne non possano lavorare insieme si conferma uno stereotipo non vero».

Momenti di svolta e resilienza: il coraggio di ricominciare

Riprendere gli studi dopo dieci anni, conciliare università e lavoro, reinventarsi progressivamente all’interno di una grande realtà aziendale. Sono passaggi che richiedono una combinazione precisa di determinazione, organizzazione e fiducia in se stessi, e Francesca li ha attraversati tutti senza fare della difficoltà una bandiera.

Il suo percorso rivela anche una notevole apertura verso l’inatteso. Era entrata nell’automotive senza un interesse particolare per il settore, eppure lo ha trasformato in un terreno di crescita reale. «Mi appassiono veramente a ciò che faccio», dice, e si capisce che non è una formula, è il modo in cui funziona davvero. Ogni nuova esperienza diventa occasione per imparare qualcosa, migliorare un processo, affinare uno strumento.

Oggi il suo tempo si divide tra il reparto usato e l’IT, in un ruolo ibrido che, simbolicamente, rispecchia bene la direzione in cui sta andando anche il settore automotive: sempre meno legato alla sola meccanica, sempre più connesso a dati, automazione e innovazione digitale.

HeForShe: la forza di chi sa vedere il potenziale

Nel racconto di Francesca, HeForShe non è un’etichetta né una campagna. È qualcosa che ha già un volto preciso, di chi ha scelto di riconoscere il suo valore prima ancora che lei lo rivendicasse. Marco Pesce non le ha aperto una porta per gentilezza o per quota, ma l’ha cercata perché aveva visto qualcosa. Ed è esattamente questo, per Francesca, il punto: costruire contesti in cui il talento possa emergere senza essere soffocato da ruoli fissi, abitudini sedimentate o stereotipi mai messi in discussione.

Il suo messaggio a chi vuole intraprendere percorsi STEM è diretto, privo di retorica: «Non abbiate paura». Dietro quelle tre parole ci sono gli anni di studio in parallelo al lavoro, la sensazione di essere spesso l’unica donna nella stanza, la scelta di restare curiosa invece di uniformarsi. Francesca Cipolla guarda al futuro tecnologico con ottimismo, ma senza ingenuità. Sa che la strada è ancora lunga. Sa anche, però, che l’evoluzione digitale può essere un’occasione vera di cambiamento, a patto di non restare a guardare.

Backstage della mostra “Donne e Motori? Gioie e basta”

Backstage della mostra “Donne e Motori? Gioie e basta”

Marco Pesce: dalla consulenza alla leadership, coltivando talento e responsabilità 

Amministratore delegato e CFO di Holding Intergea Nord Est

L’incontro: dalle radici professionali alla sfida manageriale

Marco Pesce ha costruito la propria identità professionale in oltre quarant’anni di attività come commercialista, prima di approdare, nel 2016, al ruolo di amministratore delegato. Un percorso non lineare, che ha richiesto la capacità di rimettersi in gioco a cinquantacinque anni, abbandonando le certezze di una professione consolidata per misurarsi con le complessità della gestione d’impresa nel settore automotive.

Quello che distingue questa traiettoria non è tanto il cambio di ruolo, quanto la continuità di metodo: leggere i contesti con precisione, trasformare competenze tecniche in visione strategica, restare ancorati alla concretezza dei risultati. Un commercialista che diventa manager porta con sé un’attitudine alla sostanza, difficile da acquisire altrove.

La riflessione: persone, merito e parità come bussola quotidiana

Alla base della sua idea di leadership c’è una convinzione semplice, ma non scontata: le persone funzionano meglio quando vengono responsabilizzate, non controllate. «Devono essere motivate, affiancate, ma con la libertà di esprimersi», spiega Marco, delineando uno stile che rifugge gli schemi rigidi e scommette sull’individualità.

In un settore storicamente a dominanza maschile come l’automotive, la sua esperienza racconta qualcosa di diverso dagli stereotipi: nessuna barriera percepita, anzi una presenza femminile che si è rivelata spesso punto di eccellenza. La parità, nel suo approccio, è un risultato che emerge da pratiche organizzative fondate su dati oggettivi e meritocrazia. Non serve imporla, basta creare le condizioni perché si manifesti.

Marco Pesce con Giulia Ferrari, responsabile amministrativa e controllo di gestione Intergea Nord Est 

Dal pensare al fare: scovare talenti e aprire strade

Scopre quasi per caso che una collaboratrice si è laureata in informatica, una competenza rimasta nell’ombra rispetto al ruolo che ricopre in azienda. La reazione è immediata: trovare il modo di farle spazio, creare il tempo perché possa esprimersi. Da quell’intuizione nasce un percorso che porta allo sviluppo di progetti legati all’intelligenza artificiale.

Un caso che Marco racconta come un’inclinazione naturale. Ogni persona porta con sé qualità non ancora emerse, e il compito di chi guida un’organizzazione è esattamente questo: ascoltare oltre il ruolo formale, riconoscere il potenziale e trasformarlo in opportunità reali. Il beneficio è doppio perché cresce la persona e avanza l’organizzazione.

HeForShe, il motore dell’alleanza: resilienza, obiettivi e visione

L’adesione al progetto HeForShe non è, nel caso di Marco Pesce, una scelta di immagine. È la conseguenza coerente di un percorso in cui il sostegno alla crescita delle donne si è sempre tradotto in azioni concrete, non in dichiarazioni di principio. La sua attenzione alla meritocrazia, unita alla capacità di riconoscere talenti anche prima che si manifestino pienamente, fa di lui un alleato naturale in un contesto che chiede collaborazione tra generi.

Il cambiamento che HeForShe promuove è esattamente il tipo di cambiamento che Pesce pratica ogni giorno: silenzioso, radicato nei comportamenti, misurato nei risultati.

C’è una frase che restituisce bene la sua filosofia di vita: «Ti fissi gli obiettivi, testa bassa e determinazione. Resilienza, sforzi, costanza». Parole che non suonano come slogan perché vengono da un’esperienza vissuta, da una biografia in cui le sfide non sono mancate e la risposta è sempre stata stringersi attorno a ciò che si vuole costruire. Il ciclismo, sua grande passione, è uno spazio in cui ritrovare lucidità, elaborare soluzioni, ricaricare le energie per tornare più concentrati.

Una metafora, forse, del suo modo di intendere la leadership: disciplina e apertura, visione e concretezza, con un filo conduttore che non cambia, ovvero creare valore attraverso le persone e fare in modo che ciascuno trovi il proprio spazio per crescere.

Vuoi ospitare la mostra? Ecco le info utili!

La mostra “Donne e Motori? Gioie e basta” è stata ideata per essere itinerante e per questo, come nelle precedenti edizioni, gli scatti sono stati stampati in due copie su supporti ultraleggeri e le copie sono pronte a essere esposte nei palazzi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle biblioteche. 

In questo link si trovano tutte le informazioni utili ed è possibile vedere i luoghi in cui la mostra è stata ospitata. Se qualche location è stata d’ispirazione e volete ospitare la mostra, potete contattarci alla mail info@museofratellicozzi.com.  

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Camilla Albertini – foto di Paolo Carlini

CAMILLA ALBERTINI

Camilla Albertini è fotografa, videomaker, illustratrice e giornalista. Nata a Milano, si è laureata nel 2017 in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e conta come freelance già una lunga esperienza di lavoro in diversi ambiti: dallo still life in studio al reportage, dall’automotive al corporate, dal ritratto al food. È appassionata di disegno e di arti visive in genere. Ama viaggiare e cogliere nelle sue immagini l’essenza dei luoghi con immagini mai scontate e di ricercata emozione. Con l’occhio e il cuore sempre attenti alle tematiche femminili, ha realizzato nel 2019 un reportage sulle donne islandesi e nel 2022, 23, 24 e 25 una mostra fotografica, in collaborazione con il Museo Fratelli Cozzi, di ritratti di donne e automobili, per scardinare gli stereotipi legati a “donne e motori”. Diverse le sue immagini e testi pubblicati nelle pagine del Corriere della sera di Milano e da riviste quali Quattroruote, Ruoteclassiche, Donna Moderna, Gardenia, il Bagno. Nel 2021, per Silvana Editoriale, ha pubblicato, con il collega Paolo Carlini, il libro fotografico “Italia Cost to Coast”.