Donne e motori? Gioie e basta

Laura Venturini 

Luglio 2026

RITA PAPARELLA

Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D

Se è la tua prima volta qui, benvenuta/benvenuto!  

Con il progetto Donne e Motori? Gioie e basta Il Museo Fratelli Cozzi ribalta gli stereotipi: 20 donne, 20 storie di forza catturate dall’obiettivo di Camilla Albertini. La quarta edizione compie un passo oltre. Ogni testimonial sceglie il suo alleato al maschile: chi sostiene davvero la parità nel proprio percorso professionale. Il dettaglio che colpisce? Non tutte lo hanno ancora trovato. 

La parità non è una battaglia solitaria. È una responsabilità condivisa che ridefinisce il progresso di tutti. 

Segui questo viaggio tra presenze e attese. Alcune storie ti sorprenderanno. 

Laura Venturini

Cos’hanno in comune filologia e algoritmi? Laura Venturini ha trasformato una richiesta di flessibilità negata in un’impresa da remoto, sfidando stereotipi, modelli di leadership e bias dell’AI. Ma nel suo percorso resta un’assenza che dice molto sul lavoro e sulle alleanze tra uomini e donne.

Silvia Bagliani, evento Mondelez

Laura Venturini: dal linguaggio agli algoritmi, un’impresa costruita sulla libertà

Search Strategy & Digital Reputation Director @BIP RED – Vicepresidente Terziario Donna Confcommercio Milano, Imprenditrice ed esperta SEO e AIPresidente e Amministratore Delegato Mondelez Italia – 100 Donne Forbes Italia 2025

Origini e scintilla iniziale: dalla filologia alla strategia digitale

Prima degli algoritmi sono venuti i testi. Laura Venturini ha frequentato studi classici, si è laureata in Organizzazione e Gestione delle imprese culturali e ha proseguito con Filologia moderna. Il suo futuro sembrava orientato verso l’editoria, finché la necessità di pubblicare online un romanzo non l’ha portata a studiare HTML e a costruire da sola il sito che aveva immaginato.

Poco dopo ha trasferito quelle prime competenze in un progetto dedicato alle adozioni di animali abbandonati. La visibilità ottenuta attraverso i motori di ricerca ha prodotto risultati tangibili e le ha fatto intuire le possibilità di un settore che, nei primi anni Duemila, aveva ancora contorni incerti. Dal 2003 la SEO è diventata il suo lavoro.

La formazione umanistica non è rimasta sullo sfondo. L’attenzione alle parole, alle intenzioni di chi cerca e alla struttura dei contenuti è entrata nel metodo con cui ha affrontato dati e tecnologia. Oggi, alla guida dell’area Search Strategy & Digital Reputation di BIP Red, si occupa anche del modo in cui persone e imprese vengono rappresentate dai sistemi di intelligenza artificiale.

Sfide e stereotipi di genere: la credibilità conquistata un passo alla volta

Agli inizi della carriera, essere una giovane donna in un ambito tecnico ha comportato una verifica continua delle proprie competenze. L’aspetto più giovane dell’età e la distanza dall’immagine tradizionale del consulente autorevole hanno spesso preceduto il confronto sul merito. «Tutto era sempre una piccola conquista», ha raccontato.

Non si è trattato soltanto di episodi espliciti, ma rendere più faticoso il percorso sono state anche le resistenze quotidiane: l’accesso al credito poco trasparente, la presenza femminile ancora ridotta negli appuntamenti tecnici, il giudizio sull’immagine, l’aggressività incontrata sui social. Situazioni diverse, accomunate dalla necessità di dimostrare più volte ciò che per altri veniva dato per acquisito.

L’analisi dei comportamenti online le ha permesso di osservare lo stesso fenomeno attraverso le ricerche degli utenti. Pregiudizi e associazioni stereotipate non appartengono soltanto alle relazioni professionali, ma attraversano i dati con cui vengono addestrati anche i sistemi generativi. «Non sono opinioni, sono dati», precisa. Il problema, quindi, non riguarda solo come le donne vengono percepite oggi, ma anche il modo in cui quella percezione rischia di essere riprodotta automaticamente. 

Silvia Bagliani, evento Mondelez

Silvia Bagliani, evento Mondelez

Valori e visione personale: libertà, competenza e impatto concreto

Quando nel 2014 ha fondato Quindo, agenzia SEO, Laura ha scelto di non aprire una sede tradizionale. L’agenzia è nata interamente da remoto, in un periodo in cui lo smart working non era ancora entrato nel lessico ordinario delle imprese. Le persone sono state selezionate per competenze e capacità di raggiungere gli obiettivi, senza considerare il luogo di residenza o le ore trascorse davanti a una scrivania.

Nel tempo si è formato un gruppo composto prevalentemente da donne. La flessibilità non è stata trattata come un beneficio concesso dall’alto, ma come una componente dell’organizzazione: autonomia, responsabilità sui risultati e fiducia reciproca.

Lo stesso criterio attraversa l’attività svolta in Terziario Donna Milano e il sostegno offerto alle giovani imprenditrici attraverso investimenti, relazioni e mentoring. Il dubbio, nel suo modo di lavorare, non indica insicurezza. «Avere dubbi, porsi domande è segno di intelligenza».

Anche il rapporto con l’intelligenza artificiale parte da qui. L’efficacia degli strumenti generativi dipende dalla qualità del pensiero che precede la richiesta. «Abbiamo idee confuse, ma ci aspettiamo risultati perfetti». Dietro un prompt efficace non vede una formula magica, bensì la capacità di definire un obiettivo, fornire un contesto e valutare criticamente ciò che la macchina restituisce.

 

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Momenti di svolta e resilienza: dimettersi, costruire, cambiare scala

Una delle decisioni che hanno orientato il suo percorso è nata da una richiesta apparentemente ordinaria. Pur avendo responsabilità e risultati riconosciuti, aveva chiesto una maggiore flessibilità nell’orario di ingresso. La risposta negativa l’ha portata a dimettersi. Il giorno seguente ha aperto la partita IVA.
Da quella frattura è iniziata prima l’attività di consulenza, poi la costruzione di Quindo. Il modello organizzativo scelto per l’agenzia ha preso forma anche come risposta a un’esperienza diretta: dimostrare che il lavoro potesse essere valutato per qualità e risultati, invece che attraverso la presenza fisica e il controllo degli orari.
Dopo oltre dieci anni da fondatrice, l’ingresso del gruppo di lavoro in BIP ha segnato un altro cambiamento. La nuova dimensione le ha consentito di affrontare progetti più articolati e di estendere il lavoro dalla SEO alla reputazione digitale nei motori di ricerca e nei sistemi generativi. Ha mantenuto, allo stesso tempo, una propria holding dedicata a investimenti e iniziative imprenditoriali.
Nel raccontare questo percorso non nasconde le esperienze che hanno funzionato meno.
“Sono molto curiosa degli insuccessi”. Un messaggio potente su cui riflettere, perché aziende non riuscite, collaborazioni interrotte e scelte da correggere, possono essere valide occasioni di analisi, spesso più istruttive dei risultati già consolidati.

Valerio Di Natale, taglio torta con Silvia Bagliani

Valerio Di Natale, brindisi con Silvia Bagliani

HeForShe: l’alleanza che non si può inventare

Nel progetto “Donne e motori? Gioie e basta”, alle protagoniste viene affiancato un uomo che ne abbia sostenuto concretamente la crescita personale o professionale. Nel caso di Laura Venturini, quella figura non è stata individuata.

Il dato merita attenzione proprio perché non è stato riempito con un nome di circostanza. Nel suo percorso sono state centrali le reti femminili, le collaboratrici, le associazioni e le relazioni costruite tra professioniste. È mancato un alleato maschile riconoscibile per continuità e incisività.

Per Laura, un sostegno di questo tipo non coincide con una dichiarazione di principio ma si vede nelle opportunità condivise, nell’accesso ai luoghi decisionali, nella disponibilità ad ascoltare senza assumere un atteggiamento paternalistico e nella capacità di riconoscere competenze e leadership femminili senza viverle come una minaccia.

La sua storia dimostra che una carriera può essere costruita anche senza quella presenza, ma non per questo l’assenza diventa irrilevante.

Nel suo scatto, lo spazio dedicato all’alleato HeForShe è rimasto vuoto, e proprio quel vuoto racconta quanto lavoro resti ancora da fare.

Vuoi ospitare la mostra? Ecco le info utili!

La mostra “Donne e Motori? Gioie e basta” è stata ideata per essere itinerante e per questo, come nelle precedenti edizioni, gli scatti sono stati stampati in due copie su supporti ultraleggeri e le copie sono pronte a essere esposte nei palazzi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle biblioteche. 

In questo link si trovano tutte le informazioni utili ed è possibile vedere i luoghi in cui la mostra è stata ospitata. Se qualche location è stata d’ispirazione e volete ospitare la mostra, potete contattarci alla mail info@museofratellicozzi.com.  

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Camilla Albertini – foto di Paolo Carlini

CAMILLA ALBERTINI

Camilla Albertini è fotografa, videomaker, illustratrice e giornalista. Nata a Milano, si è laureata nel 2017 in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e conta come freelance già una lunga esperienza di lavoro in diversi ambiti: dallo still life in studio al reportage, dall’automotive al corporate, dal ritratto al food. È appassionata di disegno e di arti visive in genere. Ama viaggiare e cogliere nelle sue immagini l’essenza dei luoghi con immagini mai scontate e di ricercata emozione. Con l’occhio e il cuore sempre attenti alle tematiche femminili, ha realizzato nel 2019 un reportage sulle donne islandesi e nel 2022, 23, 24 e 25 una mostra fotografica, in collaborazione con il Museo Fratelli Cozzi, di ritratti di donne e automobili, per scardinare gli stereotipi legati a “donne e motori”. Diverse le sue immagini e testi pubblicati nelle pagine del Corriere della sera di Milano e da riviste quali Quattroruote, Ruoteclassiche, Donna Moderna, Gardenia, il Bagno. Nel 2021, per Silvana Editoriale, ha pubblicato, con il collega Paolo Carlini, il libro fotografico “Italia Cost to Coast”.