Il turismo delle radici nel nome di
Nicola Romeo
Venite con noi sulle “Strade della Contraddizione” per riscoprire Sensi, Radici e Passioni
Il “Turismo delle Radici” nel nome di Nicola Romeo
Venite con noi sulle “Strade della Contraddizione” per riscoprire Sensi, Radici e Passioni
Dalle radici lucane alle strade del mondo. È stato un onore poter partecipare alla tre giorni di Montalbano Jonico e Montemurro in cui abbiamo celebrato Nicola Romeo nel 150° anniversario dalla sua nascita. Il visionario che diede il nome all’Alfa Romeo non era solo il “milanese d’adozione” o il figlio della Campania: il suo DNA parla lucano con il padre Maurizio di Montalbano Jonico e il nonno Nicola di Cirigliano.
Per questo Fondazione Super Sud, ha promosso un viaggio di tre giorni nei territori lucani tra industria e poesia, razionalità e sogno: non solo «un omaggio a un protagonista dell’industria italiana, fondatore del marchio Alfa Romeo, ma una riscoperta del legame tra uomo e territorio, tra visione imprenditoriale e cultura delle origini». Temi che al museo raccontiamo sempre ai nostri visitatori quando, entrati nella Sala Rossa, iniziano la loro visita guidata alla scoperta della storia che custodiamo.
Quello in Basilicata è un viaggio che non dimenticheremo perché ci ha regalato cultura, bellezza, un’Accoglienza straordinaria… e un premio. Elisabetta Cozzi è stata infatti premiata «Per l’impegno nel superare gli stereotipi di genere e nella diffusione della cultura industriale e automobilistica». Se ve lo state chiedendo, sì, la mostra fotografica Donne e motori? Gioie e basta è arrivata fino in Lucania. Ma lasciamo che sia proprio Elisabetta a raccontarci questi tre giorni epici. Buona lettura!
“Sensi, radici, passioni”
Ci sono viaggi che iniziano con una partenza e altri che iniziano con un significato. Quello vissuto in Basilicata, in occasione del 150° anniversario della nascita di Nicola Romeo, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Non è stato soltanto un evento celebrativo, ma un’esperienza capace di unire memoria, identità, territorio e visione, trasformandosi in qualcosa di molto più profondo di una semplice successione di appuntamenti istituzionali.
“Le strade delle contraddizioni, sensi, radici, passioni”: già nel titolo si intuiva la natura di questo percorso. Nel cuore della Lucania ha preso vita un progetto intenso e autentico, capace di attraversare il tempo e parlare al futuro. Un omaggio a una delle figure più importanti dell’industria italiana, ma anche una riscoperta del legame tra uomo e terra d’origine, tra cultura del lavoro e radici profonde. In queste parole, affidate dagli organizzatori alla presentazione dell’iniziativa, era già racchiuso lo spirito di ciò che avremmo vissuto nei giorni successivi.
Le radici lucane di Nicola Romeo non rappresentano soltanto un dato biografico. Sono il segno di una matrice culturale fatta di ingegno, sobrietà, senso del dovere e capacità di visione. Valori che hanno accompagnato il suo percorso imprenditoriale e che ancora oggi trovano eco nei luoghi da cui tutto ebbe inizio. Camminare in quei paesi, osservare quei paesaggi, incontrare quelle persone, ha restituito a questa storia una dimensione viva, concreta, umana.
Il turismo dei sensi
La prima tappa, il 26 aprile, a Montalbano Jonico, presso Palazzo Rondinelli, ha avuto il respiro delle grandi occasioni. Il convegno inaugurale e l’apertura della mostra dedicata a Nicola Romeo hanno dato forma a una giornata ricca di contenuti e partecipazione. È stato bello ritrovare Ivan Scelsa, presidente di CinemAlfa, da sempre amico del museo e compagno di tanti progetti condivisi. Con lui molto soci CinemAlfa di Calabria e Puglia che hanno portato bellissime Alfa nella piazza del paese, affacciata sui Calanchi.
Davvero speciale poi, l’incontro con Leonardo Giordano, ideatore della mostra documentaria e fotografica e autore di un prezioso volume dedicato alla vita di Nicola Romeo. Un uomo eccezionale, che mi ha davvero affascinata con la sua cultura, i suoi modi gentili e un amore fortissimo per la sua terra.
Tra racconti, approfondimenti storici e momenti di confronto, la giornata ha assunto anche una dimensione profondamente umana, culminata con una cerimonia di premiazione intensa ed emozionante.
In questo contesto abbiamo avuto l’onore di raccontare del Museo Fratelli Cozzi e di presentare il nostro progetto fotografico Donne e Motori? Gioie e Basta.
Vedere la mostra allestita nel cortile di Palazzo Rondinelli e poter raccontare il nostro percorso, il museo e il valore di una riflessione condivisa dedicata all’empowerment femminile e alla parità di genere, ha reso ancora più significativa la nostra partecipazione. Non ci siamo sentiti semplicemente ospiti, ma parte viva di una comunità pronta ad ascoltare, condividere e costruire ponti culturali autentici.
Annullo filatelico dedicato alla nascita di Nicola Romeo
Il Turismo delle Radici e delle passioni
Il giorno successivo, il 27 aprile, il viaggio è proseguito a Montemurro. Anche qui il clima è stato quello di una partecipazione vera, sentita. Dopo i saluti istituzionali, si sono susseguiti interventi di grande significato dedicati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale identitario, testimonianze preziose e riflessioni capaci di collegare memoria e futuro. Incontri che confermano quanto la cultura, quando è vissuta con serietà e passione, possa diventare strumento concreto di crescita collettiva.
Il 28 aprile, giorno esatto della nascita di Nicola Romeo, è stato il momento simbolicamente più forte. Le auto storiche della Scuderia Brutia Historic Cars, l’annullo filatelico commemorativo realizzato con Poste Italiane, i saluti istituzionali, il convegno dedicato ai valori e alle prospettive future: tutto ha contribuito a trasformare la celebrazione in un gesto di memoria condivisa. Non nostalgia, ma continuità. Non semplice ricordo, ma volontà di custodire un’eredità e renderla fertile per il domani.
Infine, oltre al valore culturale e istituzionale dell’iniziativa, ciò che porterò con me è soprattutto l’anima di questa terra: l’autenticità della Basilicata, delle sue persone gentili, dei suoi deliziosi paesini.
Attraverso la cultura, una cultura antichissima, attraverso i volti incontrati lungo il cammino, attraverso la bellezza di paesaggi capaci di sorprendere e commuovere, questi luoghi sanno affascinare con una forza rara: quella della verità. I Calanchi della Basilicata sono stati una scoperta straordinaria: scenari potenti, quasi ancestrali, in grado di suscitare emozioni profonde e di ricordare quanto esista ancora, in Italia, un patrimonio umano e naturale tutto da esplorare.
Queste sono forse strade ancora poco raccontate, ma proprio per questo preziose. Strade che meritano di essere percorse lentamente, lasciandosi guidare dalla loro autenticità, magari a bordo di un’Alfa Romeo d’epoca!
Resta quindi una gratitudine profonda. Per chi ha ideato e reso possibile tutto questo, per l’accoglienza ricevuta, per la generosità con cui siamo stati accolti, per la qualità umana degli incontri vissuti. Un grazie sentito a CK Associati, alla dottoressa Martina Donato Manzolillo, che ormai considero un’amica, alle istituzioni coinvolte, ai Comuni protagonisti, alla Fondazione Super Sud e a tutte le persone che hanno contribuito a rendere queste giornate indimenticabili.
Alcuni viaggi finiscono al ritorno. Altri continuano dentro di noi.
Come questo per me.
Elisabetta
La Consigliera Regionale Ivana Pipponzi premia Elisabetta Cozzi: «Per l’impegno nel superare gli stereotipi di genere e nella diffusione della cultura industriale e automobilistica”
La tecnologia al servizio dell’uomo
Un viaggio intenso tra memoria, industria e identità ha acceso i riflettori su Montalbano Jonico e Montemurro, trasformate nel palcoscenico dell’evento “Le strade delle contraddizioni: Radici, Sensi e Passioni”. Un appuntamento capace di intrecciare emozione e visione, riportando al centro del racconto una figura straordinaria: Nicola Romeo.
Sebbene nato a Sant’Antimo, le sue origini affondano profondamente tra Montalbano Jonico, paese in cui nacque il padre Maurizio, e Cirigliano, dove nacque il nonno Nicola. Durante l’evento è emerso con forza il ritratto di un uomo ben oltre l’industriale: Romeo fu un intellettuale, un visionario capace di fondere tecnica e umanesimo.
In un’epoca di cambiamenti radicali, considerava la tecnologia uno strumento al servizio dell’uomo, trovando nei libri un rifugio per custodire la propria integrità morale. E non dimenticò mai il Sud: anche dopo l’esperienza in Alfa Romeo, continuò a investire nel Mezzogiorno, promuovendo lo sviluppo industriale con le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli.
La scintilla che ha acceso l’anima dell’evento, portando una ventata di eleganza e di civiltà, è stata Elisabetta Cozzi. La sua presenza ha trasformato la passione per i motori in una battaglia culturale necessaria. Con la mostra “Donne e motori: gioia e basta“, ha compiuto un gesto di rottura straordinario: ha deciso di agire contro l’ingiustizia dell’oggettificazione femminile.
Il risultato della sua “piccola azione concreta” è quasi incredibile: solo quattro anni fa, digitando “donne e motori” su Google, si veniva sommersi da immagini volgari e degradanti. Oggi, grazie al suo lavoro di divulgazione instancabile, più della metà dei risultati di Google restituisce l’eleganza e il rispetto dei suoi scatti.
Elisabetta ci ha ricordato che “la mancanza di rispetto è l’anticamera della violenza” e che la parità non è un problema delle donne, ma una questione di dignità umana che richiede uomini alleati, pronti a metterci la faccia come nel movimento “He for She“.
A rafforzare questo percorso, gli interventi di Ivana Pipponzi, Consigliera Regionale di Parità, e Vittoria Rotunno, Presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, hanno evidenziato l’urgenza di politiche di welfare realmente inclusive e di un cambiamento culturale capace di superare antichi modelli come quello del “pater familias”. Un elemento che ha reso le tre giornate ancora più significative è stato il contributo corale di tutti gli ospiti intervenuti.
Studiosi, amministratori, professionisti e testimoni del territorio hanno arricchito il dibattito con prospettive diverse ma complementari: chi ha riportato alla luce memorie storiche e identitarie, chi ha offerto analisi concrete sulle opportunità economiche del Mezzogiorno, chi ha condiviso esperienze dirette di impegno civile e culturale.
Questo intreccio di voci ha generato un dialogo autentico e dinamico, capace di andare oltre la celebrazione per trasformarsi in proposta, visione e responsabilità condivisa. È proprio in questa pluralità di contributi che l’evento ha trovato la sua forza più autentica. L’evento si è chiuso con un messaggio forte e condiviso: la Basilicata, “terra di luce”, non intende più essere periferia, ma cuore pulsante di creatività, cultura e rinascita.
Non è stata solo una celebrazione, ma una presa di coscienza collettiva. Quando le radici sono profonde, nessuna contraddizione può spezzare il sogno.
Donata Martina Manzolillo
Responsabile della Comunicazione Fondazione Super Sud



