Alfa Romeo Arna

Nuovi tesori al Museo: riviste  d’epoca e la 159 di Colombo

Così gli ingegneri dicono: “I Love you”

Due donazioni preziose che raccontano l’ “Architettura della Carrozzeria” e la generosità degli Ingegneri

Quando la precisione dell’ingegneria incontra la lungimiranza della memoria storica, nascono donazioni destinate a lasciare il segno: l’Ingegner Pierfilippo Toniolo Auger e il fratello, l‘Ingegner Giorgio Toniolo Auger, hanno scelto di affidare al Museo Fratelli Cozzi un pezzo di autentica poesia progettuale.

La consegna ufficiale, avvenuta il 16 aprile 2026 nelle mani di Elisabetta Cozzi, sancisce un ideale passaggio di testimone tra chi la storia dell’auto l’ha studiata, progettata e vissuta, e chi ogni giorno la custodisce per il futuro.

Questo prezioso disegno d’autore (nella foto di copertina) non arriva da solo, ma va ad affiancare un altro tesoro d’archivio custodito dal museo: una cassa delle storiche riviste Style Auto, donata dall’ing Gianpiero Albertoli.

Una convergenza di passioni, firmata da grandi ingegneri, che dimostra come la meccanica più pura sia, prima di tutto, una straordinaria forma d’arte.

Elisabetta Cozzi mostra il quadro donato dall’Ing. Toniolo

I coniugi Toniolo

Un pezzo di cuore

Evocare il nome di Gioachino Colombo è per noi un piacere, perché coniuga il legame con la nostra città e con Alfa Romeo. Poter stringere tra le mani il suo prestigioso progetto, vederne da vicino i tratti e le parole scritte a penna è stato un viaggio nel tempo.

A regalarci questa emozione è stato l’Ing. Giorgio Toniolo Auger che ha voluto donare al Museo il disegno che Gioachino Colombo realizzò e donò, negli anni ’80, ai fratelli Giorgio e Pierfilippo Toniolo Auger. Il disegno di progetto è stato consegnato ufficialmente nelle mani di Elisabetta Cozzi il 16 aprile 2026, affinché venga custodito per sempre al Museo Fratelli Cozzi di Legnano.

Si tratta del progetto della vettura F 1 tipo 159 Barcellona 8 cilindri 1500 cm3 compressore volumetrico doppio stadio CV 450 9800 giri, vincitrice campionato mondiale con JM Fangio – Peso  a secco 750 Kg velocità 312 Km/h. Progetto macchina G. Colombo, derivata dalla 158 progettata alla Scuderia Ferrari di Modena con la collaborazione di L. Barzi e Massimino  a Nasi F. Giliberti e disegnata da Gioacchino Colombo nel 1976.

«Negli anni 80 mio fratello ed io abbiamo ricevuto quadro completo di cornice e vetro» e ora questo prezioso dono entrerà a far parte del nostro archivio. «Le motivazioni – racconta l’Ing. Toniolo – sono la simpatia per Elisabetta Cozzi, l’importanza del suo museo, l’accoglienza e la competenza negli accompagnamenti ai visitatori. Desiderio che il disegno fatto a Legnano torni ove è stato fatto, desiderio che possa essere visto da tutti, mia passione. Per le automobili che sono state argomento della mia tesi di laurea con il direttore della Lancia Prof. Ing. Antonio Fessia».

Conosci Gioachino Colombo? 

Gioachino Colombo (spesso graficato anche come Gioacchino) è stato uno dei più straordinari e geniali progettisti motoristici della storia dell’automobile italiana. Sebbene il grande pubblico lo associ immediatamente al celeberrimo “Motore Ferrari V12 Colombo” – il cuore pulsante che ha fatto la fortuna di Maranello e di vetture leggendarie come la 250 GTO –, le sue radici e la sua affermazione professionale sono indissolubilmente legate a Legnano e all’Alfa Romeo.

Colombo nasce proprio a Legnano il 9 gennaio 1903. Il legame con il territorio dell’Altomilanese non è solo anagrafico, ma rappresenta il fulcro della sua primissima formazione tecnica.

A soli 14 anni, infatti, Colombo entra come disegnatore tecnico alle Officine Franco Tosi di Legnano, all’epoca un’eccellenza assoluta dell’industria meccanica pesante italiana. Lavorando sui motori diesel, sulle turbine a vapore e persino sui sommergibili, il giovane legnanese affina una precisione geometrica e una comprensione dei flussi termodinamici che si riveleranno decisive per la sua carriera successiva. Legnano è stata, a tutti gli effetti, la palestra industriale in cui è nato il suo talento.

Nel 1924, a soli 21 anni, Colombo compie il grande salto lasciando la Franco Tosi per approdare al Portello, la storica sede dell’Alfa Romeo.

Il suo arrivo coincide con un momento d’oro: viene inserito nel team del mitico progettista Vittorio Jano (diventandone in breve tempo l’apprendista prediletto) e collabora fin da subito allo sviluppo dell’Alfa Romeo P2, la vettura da Gran Premio che dominerà le piste e conquisterà il primo Campionato del Mondo Automobilistico nel 1925. La crescita di Colombo all’interno del brand è rapidissima, tanto che nel 1928 viene nominato capo dell’ufficio tecnico, potendo così firmare e supervisionare sia i progetti delle auto da corsa sia di quelle stradali.

Nel maggio del 1937, Colombo progetta un motore da 1,5 litri a 8 cilindri sovralimentato con compressore volumetrico Roots. È il propulsore destinato all’Alfa Romeo 158, universalmente nota come “Alfetta”.

Alcuni esempio di grafica vintage della rivista Style Auto

Due numeri della rivista Style Auto 

Ing. Gianpiero Albertoli 

Un pezzo di storia dell’editoria

Immaginate la nostra gioia nel ricevere un’intera cassa piena di numeri storici di Style Auto! Un viaggio nel design della meccanica, nell’eleganza della fotografia e nell’accuratezza delle grafiche. Tutto questo grazie all’ing. Gianpiero Albertoli che ha voluto arricchire il nostro museo. Lo sappiamo, ci state invidiando in questo istante, ma ci facciamo subito perdonare facendovi parte di questa storia.

Conosci Style Auto? 

Style Auto (il cui nome completo era Style Auto – Architettura della Carrozzeria) non è stata una semplice rivista di auto, ma una vera e propria pietra miliare dell’editoria specializzata e un punto di riferimento assoluto per la cultura del car design a livello internazionale.

Fondata nel 1963 da Fulvio Cinti, la rivista nacque in un momento magico: l’epoca d’oro dello stile italiano, quando designer e carrozzieri come Pininfarina, Bertone, Zagato, Italdesign e un giovanissimo Giorgetto Giugiaro stavano letteralmente disegnando il futuro dell’automobile mondiale.

Oggi l’immenso patrimonio documentale e fotografico della storica rivista (composto da migliaia di immagini e disegni inediti degli anni ’60 e ’70) è custodito nell’archivio storico di Giorgio Nada Editore, mentre il marchio Style Auto è stato recentemente riattivato come brand editoriale per la pubblicazione di prestigiosi volumi monografici da collezione

«Un dono, per me, è la condivisione di un’esperienza con una persona cara, con un amico, con qualcuno con cui ho un’affinità. Qui in particolare parliamo di automobili, un argomento che suscita, spesso, e in molti, passioni» ha commentato l’ing. Gianpiero Albertoli spiegando i suoi “perché”.

Perché? 

Perché l’automobile, almeno per come la percepisco io e forse non solo, è libertà, è piacere, cultura, lavoro.

Perché Alfa Romeo?

Sono nato e ho vissuto a Milano e sono stato folgorato dalle 1900, Giuliette e Giulie; ho lavorato all’Alfa Romeo; ora vivo all’estero e posso toccare con mano quello che Alfa Romeo significa per tutti gli appassionati di auto.

Perché il Museo Fratelli Cozzi?

Perché è una cosa viva, non è solamente una splendida rivisitazione del passato, è un’immagine di quanto di positivo è stato e sicuramente è ancora presente nel tessuto industriale e culturale italiano.

Il modellino donato da Bob 

Dall’America con amore… 

Questo mese ci ha riservato davvero tante sorprese, come il ritorno al museo dell’amico Bob Goldberg che, con la sua rivista Cams racconta il museo e l’alfismo anche negli USA.  

Bob ci ha donato un modello di Giulia TI Super davvero curioso, made in USA. Vi piace?