Museo_Officina
Nasce il Museo del Fare… insieme
Abbiamo aggiunto spazio e, soprattutto, moltiplicato le emozioni. Il museo ora ha una nuova area per Fare… insieme
Il mese scorso abbiamo aperto le porte della nuova area Museo_Officina e ora stiamo lavorando per “Fare… insieme”.
Prima di raccontare quali sono i progetti che stiamo realizzando, vogliamo rispondere alla domanda che molti visitatori ci hanno fatto durante l’apertura dello scorso 10 maggio: “Ma perché avete esposto un’auto non restaurata?”
Accanto alla nostra splendida Alfa Romeo 2600 Coupé – che vi ha incantati con il suo color ottanio e una conservazione impeccabile – c’è un’altra vettura che racconta una storia diversa. Una storia fatta di ruggine, polvere e tempo che passa.
Perché rappresenta l’essenza stessa del nostro museo. Tutto parte da un’intuizione, quel #MettilaLì di Pietro, e dalla nostra volontà di accogliere, amare e proteggere questi capolavori di design, ingegneria e meccanica. Senza questa dedizione, di quella storia italiana resterebbe solo l’abbandono.
Come amiamo ripetere qui al museo: abbiamo scelto di custodire il fuoco, non di adorare le ceneri. Quell’auto non restaurata è il nostro “prima”, il promemoria visibile di ciò che salviamo ogni giorno dal dimenticatoio.
Il progetto Museo_Officina è stato realizzato grazie al supporto di Regione Lombardia.
Clicca, guarda e ascolta l’intervista a Elisabetta Cozzi
Fare… insieme
Formazione, inclusione e pari opportunità: questi saranno i tre motori che animeranno le attività di Museo_Officina. Ecco come intendiamo farli rombare:
L’aula in officina
Il progetto “Study visit” prevede l’accoglienza degli studenti di scuole professionali a indirizzo tecnico. L’iniziativa consente di sperimentare direttamente attività meccaniche in un ambiente reale, favorendo la scoperta di attitudini e interessi professionali. Prevede attività guidate, momenti di riflessione con i docenti e un contesto formativo che collega teoria, esperienza e orientamento al lavoro. I primi studenti hanno apprezzato molto l’esperienza e non vediamo l’ora di accoglierne di nuovi.
Studenti in visita al Museo_Officina osservano il motore della Mito
Studenti in visita al Museo_Officina osservano il motore della Mito
MOTORI AL FEMMINILE
“Donne e motori? Gioie e basta” è il nostro motto (e la nostra mostra fotografica), per questo abbiamo organizzato un corso base di meccanica rivolto alle donne, finalizzato a sviluppare autonomia e sicurezza nella gestione dell’auto. Articolato in 2 incontri di 3 ore, integra teoria e pratica con un approccio partecipativo e non giudicante. Oltre a fornire competenze tecniche, il corso si propone di superare gli stereotipi di genere nel settore automobilistico e promuovere l’empowerment femminile. La prima attività è prevista per il prossimo 15 giugno e non mancheremo di raccontarla nella prossima newsletter.
Studentesse in visita a Museo_Officina
Studentesse in visita a Museo_Officina
Un piccolo visitatore sbircia sotto il telo e trova… l’Arna!
Studenti in visita al museo
L’AUTO CHE PARLA A TUTTI
Elisabetta, in occasione dell’inaugurazione, ha spiegato la “reason why?” del Museo_Officina sottolineando che aprire la nuova area museale «vuol dire crescere, vuol dire allargare i propri orizzonti, le proprie idee, i propri progetti. Vuol dire mettere a terra quello che si è sognato».
Un orizzonte che vogliamo ampliare è quello dell’inclusione, per questo abbiamo ideato il laboratorio esperienziale rivolto a persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, sviluppato in collaborazione con associazioni di volontariato locali. Il percorso è strutturato in stazioni sensoriali che permetteranno ai partecipanti di percepire le automobili attraverso suoni, vibrazioni, materiali tattili e linguaggi inclusivi come la LIS.
L’iniziativa mira a rendere la cultura tecnica accessibile a tutti e a favorire la piena partecipazione anche da parte di chi, per motivi fisici o cognitivi, è spesso escluso da queste esperienze. La prima attività è programmata per mercoledì 10 giugno.
«Non c’è niente di più emozionante del condividere le emozioni» E. Cozzi


