Donne e motori? Gioie e basta

Cinzia De Vita & Francesco Romani

Ottobre 2026

RITA PAPARELLA

Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&D

Se è la tua prima volta qui, benvenuta/benvenuto!  

Con il progetto Donne e Motori? Gioie e basta Il Museo Fratelli Cozzi ribalta gli stereotipi: 20 donne, 20 storie di forza catturate dall’obiettivo di Camilla Albertini. La quarta edizione compie un passo oltre. Ogni testimonial sceglie il suo alleato al maschile: chi sostiene davvero la parità nel proprio percorso professionale. Il dettaglio che colpisce? Non tutte lo hanno ancora trovato. 

La parità non è una battaglia solitaria. È una responsabilità condivisa che ridefinisce il progresso di tutti. 

Segui questo viaggio tra presenze e attese. Alcune storie ti sorprenderanno. 

Cinzia

Francesco Romani con il cartello #HeForShe

Cinzia De Vita

Suo padre dubitava che si sarebbe laureata. Un capo le impediva di sperimentare. Lei ha scelto di andarsene, rischiando di perdere ciò che aveva costruito. Oggi Cinzia De Vita guida lo sviluppo delle mescole Pirelli per la Formula 1 e il motorsport. Una carriera fatta di scelte controcorrente, tanto talento e competitività.

Francesco Romani

Ha guidato lo sviluppo delle mescole Pirelli per la Formula 1, ma una delle sue sfide più difficili non riguardava la tecnologia. Francesco Romani ha saputo rinunciare al controllo, lasciando agli altri perfino la libertà di sbagliare. E quando ha scelto Cinzia De Vita per raccogliere la sua eredità tecnica, ha dimostrato che un alleato delle donne può fare la differenza.

Cinzia De Vita: la libertà di scegliere e la forza di tornare

Head of F1/MS and Moto Compounder Pirelli

Origini e scintilla iniziale: imparare che si può cambiare strada

Cinzia De Vita arriva ai motori passando per un laboratorio. Di origini siciliane, cresce a Livorno dopo il trasferimento del padre. Al liceo scopre la chimica: «La curiosità di conoscere come sono fatte le cose». Nel 1999 si laurea a Pisa, poi sceglie un dottorato che la porta dalle molecole organiche ai polimeri. Intravede presto un futuro nell’industria. Durante alcuni convegni incontra ricercatori Pirelli e nel 2005 entra in Pirelli Labs con un contratto a progetto. La struttura viene riorganizzata pochi mesi dopo e lei rischia di perdere il posto. Una serie di circostanze le consente di proseguire. Parla di «un colpo di fortuna, che serve sempre».

Sfide e stereotipi di genere: quando il problema non è una porta chiusa

«Quando ero in motorsport, in ruoli tecnici ero la sola donna». Oggi Cinzia guida sette collaboratori e conosce bene la distanza tra essere riconosciuta come specialista e arrivare dove si decide. Posizioni di responsabilità? «Ancora ci arriviamo con più difficoltà degli uomini ma ci si arriva». La stima dei superiori se l’è guadagnata, facendo i conti anche con il proprio carattere. Si definisce schietta, poco incline ad abbassare la testa; non sempre, ammette, è il modo più efficace per interagire con il management. Il coaching aziendale le ha insegnato a gestire quel confronto. Il punto, però, rimane: una donna deve avere la possibilità di prendere decisioni tecniche, non essere considerata soltanto una brava esecutrice.

Cinzia De Vita con il suo collaboratore Andrea Nardi

Cinzia De Vita al PIRELLI TEST MUGELLO

Valori e visione personale: il cliente prima della transazione

Figura tra gli inventori di un brevetto Pirelli, nato per utilizzare un materiale nuovo. Ma la soddisfazione, per lei, risiede soprattutto nel problema risolto. «Io sono molto più focalizzata sulla sostanza che sulla forma, quindi sul risultato». Lo stesso pragmatismo ritorna nella leadership. La prova più difficile, una volta diventata responsabile, non è stata una mescola, ma è stato guidare ex colleghi con un’anzianità simile alla sua, senza dare per scontato che accettassero la nuova gerarchia. La loro reazione positiva le ha confermato che il lavoro precedente era stato riconosciuto. Ora sente ogni giorno la responsabilità di accompagnare la crescita delle persone che coordina.

Momenti di svolta e resilienza: l’adrenalina dietro il successo di un’asta

Il padre non era convinto che sarebbe riuscita a finire l’università. I primi contratti erano precari. Ma il passaggio che cambia la carriera arriva quando, già inserita nel motorsport, si scontra con un superiore che limita la sua libertà di sperimentare. Il lavoro le piace, i risultati ci sono. Chiede comunque di essere spostata. A Settimo Torinese si occupa di processi di ricerca e sviluppo, amplia le competenze e comincia a gestire persone. «A posteriori dico che è stata la scelta giusta, altrimenti non sarei arrivata dove sono ora». Nel 2016 Francesco Romani la richiama a Milano come responsabile dello sviluppo per motorsport e Formula 1. Nel 2022 la sua leadership si allarga su moto, sia racing sia stradale, e velo. Lei non attribuisce tutto alla determinazione, riconoscendo la fortuna e il sostegno ricevuto. Parlandole a me sembra che anche fortuna e sostegno potrebbero sentirsi intimoriti e perseguire i suoi obiettivi senza se e senza ma! Ho l’impressione che nulla potrebbe fermarla nella sua corsa verso la meta. Un punto cardine nella sua storia è l’aver imparato che per avanzare, a volte, bisogna accettare di lasciare un lavoro che si ama. Come indietreggiare un pochino, ma solo per poter prendere la rincorsa. «Sono molto competitiva e il motorsport mi ha alimentata in questo».

HeForShe: educare al rispetto per cambiare davvero il settore

Francesco Romani, conosciuto all’università di Pisa, è l’uomo con cui Cinzia ha scelto di partecipare alla quarta edizione di «Donne e motori? Gioie e basta». Prima un riferimento tecnico, poi il manager che le ha dato autonomia in un settore dove ogni decisione può incidere sulle prestazioni. «Mi ha lasciata libera in una piattaforma come l’F1 molto critica». Romani le lascia autonomia e lei può assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Oggi Cinzia cerca di fare altrettanto. Ha scelto una giovane professionista per la sfida MotoGP, valutandone capacità e attitudini. E chiede più donne manager nei settori tecnici, insieme a un ricambio generazionale ai vertici aziendali. Alla figlia di 23 anni ripete una convinzione maturata sul campo: «Dobbiamo costruirci da noi stessi il nostro futuro».

Francesco Romani: il valore di lasciare spazio

Head of Materials Management Pirelli

L’incontro: dalle società multinazionali alle grandi aste

Francesco Romani entra in Pirelli nel 2000. Ha una laurea in Chimica e un dottorato in Scienza dei Materiali alla Normale di Pisa; arriva da una breve esperienza nell’industria delle plastiche. Lavora sulle mescole, dagli pneumatici per supercar al motorsport. Poi irrompe la Formula 1, che lo assorbe a tempo pieno dal 2010 al 2016. Pirelli torna nel campionato dopo vent’anni e i vecchi riferimenti tecnici servono fino a un certo punto: sono cambiate le vetture e le prestazioni richieste. La squadra sviluppa una gamma di mescole in sei mesi. Di quel periodo ricorda il lavoro collettivo e un apprendistato inatteso: imparare a guidare decine di persone anziché occuparsi direttamente di ogni decisione. Nel 2022 lascia il compounding e assume la responsabilità del Materials Management. Cambia mestiere, in parte. La competenza tecnica resta, ma non basta più.

La riflessione: fiducia, empatia e rispetto delle differenze

Sulla parità di genere Francesco ha idee nette e considera ormai molto ridotte le barriere all’ingresso delle donne nei ruoli tecnici. «Secondo me le donne non hanno bisogno di quote rosa». È la lettura di chi ha visto professioniste capaci ottenere responsabilità crescenti. Riconosce però che nell’automotive le donne sono ancora meno numerose e che ci vuole tempo perché arrivino più spesso ai vertici. Nei suoi gruppi donne e uomini sono spesso in numero simile; nell’area delle materie prime, tre delle quattro linee hanno una responsabile donna. Sono persone che decidono e guidano altri colleghi. È un vero He, che crede nella formazione continua e alle ragazze suggerisce di «non limitarsi da sole, non pensare che non sia un mestiere da donne».

Dal pensare al fare: creare opportunità, autonomia e responsabilità

Fino a dove deve arrivare un responsabile e dove, invece, deve fermarsi? «Bisogna sempre stabilire il limite in cui intervenire e dove lasciare libertà di azione anche di sbagliare». È un criterio che richiede attenzione alle persone: ascoltarle, conoscerne competenze e limiti, permettere loro di chiedere aiuto senza temere che un collega voglia sottrarre il lavoro. Romani sa che nei gruppi possono nascere gelosie e che un buon capo deve rendere normale chiedere aiuto. Anche lui ha sbagliato. Ricorda un progetto di ricerca portato avanti troppo a lungo, per entusiasmo scientifico, quando alcuni svantaggi avrebbero meritato una valutazione più severa. La fiducia, insomma, comprende la possibilità di cambiare idea. Quando deve preparare la propria successione nella Formula 1 sceglie Cinzia De Vita, che conosce fin dall’università e di cui ha già visto il lavoro sui processi produttivi. C’erano altri candidati validi, precisa, ma «Cinzia è stata la mia prima scelta». Il passaggio delle responsabilità dura in tutto sei anni, anche se dopo quattro, lei era già autonoma. E aggiunge: «io ho sempre passato il mio lavoro, nella crescita professionale, ad una donna».

HeForShe, il motore dell’alleanza

Per la quarta edizione di «Donne e motori? Gioie e basta», Cinzia sceglie Francesco Romani come alleato. È il frutto di un’intesa costruita negli anni, da un modo simile di affrontare i problemi e dal fatto che, quando lei proponeva una soluzione, lui ne capiva le ragioni. Il segreto di una leadership costruttiva è «lasciare lo spazio quando serve, ma senza un abbandono». Per Francesco l’equilibrio si costruisce nel lavoro quotidiano, attraverso il confronto, e nel tempo necessario perché una persona impari a decidere senza chiedere ogni volta conferma.

Vuoi ospitare la mostra? Ecco le info utili!

La mostra “Donne e Motori? Gioie e basta” è stata ideata per essere itinerante e per questo, come nelle precedenti edizioni, gli scatti sono stati stampati in due copie su supporti ultraleggeri e le copie sono pronte a essere esposte nei palazzi istituzionali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle biblioteche. 

In questo link si trovano tutte le informazioni utili ed è possibile vedere i luoghi in cui la mostra è stata ospitata. Se qualche location è stata d’ispirazione e volete ospitare la mostra, potete contattarci alla mail info@museofratellicozzi.com.  

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Camilla Albertini – foto di Paolo Carlini

CAMILLA ALBERTINI

Camilla Albertini è fotografa, videomaker, illustratrice e giornalista. Nata a Milano, si è laureata nel 2017 in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e conta come freelance già una lunga esperienza di lavoro in diversi ambiti: dallo still life in studio al reportage, dall’automotive al corporate, dal ritratto al food. È appassionata di disegno e di arti visive in genere. Ama viaggiare e cogliere nelle sue immagini l’essenza dei luoghi con immagini mai scontate e di ricercata emozione. Con l’occhio e il cuore sempre attenti alle tematiche femminili, ha realizzato nel 2019 un reportage sulle donne islandesi e nel 2022, 23, 24 e 25 una mostra fotografica, in collaborazione con il Museo Fratelli Cozzi, di ritratti di donne e automobili, per scardinare gli stereotipi legati a “donne e motori”. Diverse le sue immagini e testi pubblicati nelle pagine del Corriere della sera di Milano e da riviste quali Quattroruote, Ruoteclassiche, Donna Moderna, Gardenia, il Bagno. Nel 2021, per Silvana Editoriale, ha pubblicato, con il collega Paolo Carlini, il libro fotografico “Italia Cost to Coast”.